La lente di ingrandimento, dedicata a Piazza Affari, si sofferma sulle partecipate pubbliche dopo che nella tarda serata di giovedì 9 aprile sono arrivate le indicazioni del ministero dell’Economia sui vertici in scadenza. Le reazioni del mercato tanto alle conferme quando ai cambiamenti sono state tendenzialmente negative, seppur senza crolli troppo netti, con eccezione di Leonardo, in una seduta, quella del 10 aprile, che intorno alle 12 evidenzia un rialzo dello 0,6% del Ftse Mib.
Dopo la conferma del ticket di Matteo Del Fante e Silvia Rovere, come – rispettivamente – ad e presidente di Poste Italiane, in Enel restano salde le poltrone del ceo Flavio Cattaneo e di Paolo Scaroni come presidente.
Il titolo si muove sopra la parità sul listino milanese (+0,08%) arrivando a 9,88 euro.
Più salomonica la scelta per l’altra multinazionale energetica pubblica, Eni. Riconfermato per il quinto storico mandato da ceo Claudio Descalzi, mentre al posto dell’uscente presidente Giuseppe Zafarana arriva l’ormai ex ad di Terna Giuseppina Di Foggia. A Piazza Affari il titolo segna -0,7% attestandosi a 24,26 euro per azione.
Gli analisti di Equita hanno, però, sottolineato che «la continuità nella gestione di Eni rappresenti un elemento positivo dato il complesso contesto geopolitico ed il buon track record che ha permesso il rafforzamento dell’upstream, il lancio del modello satellitare, la disciplina finanziaria durante i periodi di volatilità del greggio, l’incremento della remunerazione per gli azionisti e un approccio pragmatico alle attività low carbon della transizione energetica. La riconferma rafforza la visibilità sulle strategie di medio termine in una fase di avvio di progetti strategici rilevanti (fra cui la JV con Petronas in Indonesia/Malesia, LNG in Argentina)».
Passando ai titoli delle partecipate con un doppio cambio ai vertici, in Enav, l’uscente presidente di Terna, Igor De Biasio, è chiamato a svolgere il ruolo di ceo (al posto di Pasqualino Monti) della spa che gestisce il traffico aereo. Mentre per la presidenza è stato indicato Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways.
Il titolo segna -0,46% a 5,45 euro ad azione.
Per Leonardo l’amministratore delegato indicato al posto di Roberto Cingolani è un manager di lungo corso del colosso della difesa: Lorenzo Mariani, tornato da un anno alla guida di Mbda Italia, sussidiaria del consorzio missilistico partecipato dal gruppo italiano. E per prendere il posto del presidente Stefano Pontecorvo è stato indicato Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra. Il titolo in borsa perde il 4,74%, con un’azione arrivata a valere 56,62 euro.
Eppure, secondo gli analisti di Equita, «la nomina di Mariani garantisce una certa continuità, essendo stato condirettore generale di Leonardo fino al 2025 ed avendo un’esperienza di lungo corso in posizioni apicali all’interno del gruppo con focus sul business della difesa. Non è atteso quindi uno stravolgimento della strategia». Restano invece da «verificare le prospettive del Michelangelo Dome, essendo un progetto recente, fortemente voluto da Cingolani (per il quale fonti di stampa riportano che il Governo italiano non avrebbe gradito la sua “troppa autonomia” nella gestione di questo tema strategico) e che necessita di un’ulteriore fase di sviluppo prima di essere commercialmente disponibile». (riproduzione riservata)