La stagione delle trimestrali promuove le società europee, quelle italiane comprese. Dall’analisi dei conti di oltre 110 aziende coperte da Equita è emerso un quadro migliore delle attese. Le stime di utile 2026-2027 sono state alzate in media del +3/1%. Per le società italiane la revisione è stata più contenuta (+1/0%) ma comunque coerente con una stagione solida: tra luglio e agosto le revisioni delle stime sugli utili hanno prevalso sui tagli, con poche delusioni.
A livello settoriale il quadro italiano resta costruttivo, ma con differenze marcate tra i comparti. I finanziari confermano la loro solidità con revisioni delle stime di utile del +2% sia per il 2026 sia per il 2027 grazie alla tenuta del margine di interesse, alla crescita delle commissioni, alla buona qualità del credito e alla capacità di generare capitale.
Il contributo più significativo è arrivato però dall’energia: le stime sono state incrementate del 6% per il 2026 e dell’1% per il 2027, percentuali che salgono rispettivamente al 19% e al 7% includendo anche la copertura estera di Equita. A sostenere il comparto è il contesto più favorevole per la raffinazione e il downstream. Positivo pure il consumer, con revisioni del +4/1%, mentre per le utility le stime sono rimaste invariate. Segnali solidi sono arrivati inoltre dal medtech, dove gli utili attesi sono alzati del 2% per il 2026 e del 7% per il 2027, anche per effetto dell’acquisizione di GN Hearing da parte di Amplifon.
Quadro più debole per gli industriali, con revisioni complessive del -6% per entrambi gli anni. Il dato tuttavia è fortemente condizionato da Stellantis e Stm: escludendoli il comparto mostrerebbe un +2%. Peraltro all'interno di questo settore la dispersione è stata molto alta: forti i segnali di domanda dal cluster AI/data center ed elettrificazione (Stm, Technoprobe, Carel, Prysmian), più deboli gli autoveicoli, mentre It services, difesa e altri industriali si sono confermati resilienti (Reply, Leonardo, Fincantieri, Icop e Interpump).
Dopo le revisioni la crescita attesa degli utili resta solida: +15/8% per l'intera copertura della sim nel 2026/2027 e +16/9% per l'Italia con i finanziari attesi a +10/8%, l'energia a +30/-9%, le utility a +3/5% e gli industriali a +73/36% (+13/18% al netto di Stm e Stellantis). Mentre gli utili del solo Ftse Mib sono visti crescere del 17/9%, un po’ meno quelli delle small-mid cap (+7/10%).
Infine Equita segnala alcuni casi (si veda la tabella sotto) in cui la reazione del mercato non ha ancora riflesso pienamente il miglioramento dei fondamentali dopo i risultati: Campari, Carel, Fincantieri, Fiera Milano, Leonardo, Technogym e Technoprobe.
Nel caso, ad esempio, del gruppo degli spirits, spiega a MF-Milano Finanza Domenico Ghilotti, Head of Research Team di Equita, il secondo trimestre ha rassicurato sia sui ricavi (+2,5% organico) sia sulla redditività. È stata confermata la guidance di crescita organica delle vendite del 3% per il 2026. Ciononostante il titolo tratta a 17 volte gli utili attesi contro una media storica di 29.
Risultati solidi anche per Fincantieri, con un margine ebitda salito al 7,8% e un utile netto adjusted nel primo semestre più che raddoppiato. «Il management ha aperto alla possibilità di un rialzo della guidance con i conti del terzo trimestre. Il trend sta migliorando in tutte le divisioni e la valutazione resta interessante a 8 volte l'ev/ebitda 2027», nota Ghilotti.
Restando nel settore della difesa, Leonardo ha registrato risultati superiori alle attese e ha già migliorato la guidance 2026 a livello di ordini ed ebitda. Il prossimo catalizzatore, fa presente l’esperto di Equita, sarà l'aggiornamento del piano industriale atteso nella prima metà del 2027, con ulteriore potenziale legato alla crescita della domanda nella Difesa, efficienze industriali, partnership e possibili operazioni di m&a.
Trimestre molto forte anche per Carel Industries, con crescita organica del 26%, margini in aumento di oltre 300 punti base e indicazioni per il terzo trimestre ancora intorno a +20%. «Abbiamo alzato le stime di utile per azione 2026-2027 del 12% e del 9%. Guadagni di quota di mercato, esposizione ai data center e refrigerazione e ulteriore potenziale m&a sostengono una crescita attesa degli utili intorno a un +24% medio annuo nel 2025-2028», prevede Ghilotti.
Invece, il rallentamento dei ricavi di Technogym nel secondo trimestre era atteso. I margini hanno tenuto meglio del previsto. Il management ha indicato una riaccelerazione nel secondo semestre e un recupero dei margini nel 2027. Dopo la forte correzione il titolo tratta a 18 volte gli utili contro una media storica di 23.
Quanto a Technoprobe, nonostante risultati e guidance nettamente superiori alle attese e l'upgrade degli obiettivi 2026, il titolo ha perso circa il 7% dopo la trimestrale. «Abbiamo aumentato le stime di ebitda 2027-28 del 12% e del 6% e vediamo ancora spazio per ulteriori revisioni al rialzo, grazie a una domanda che rimane superiore alla capacità produttiva e al forte ciclo di investimenti legato all’AI», precisa Ghilotti.
Infine, Fiera Milano. Il secondo trimestre ha battuto le attese e i 94 milioni di euro di ebitda già realizzati nel primo semestre «rendono molto visibile la guidance annuale di 100-110 milioni. Alla buona dinamica operativa», conclude Ghilotti, «si aggiungono forte generazione di cassa e potenziale m&a, vista l’elevata disponibilità di cassa della società».
(riproduzione riservata)