Tra le diverse tipologie di strumenti quotati a piazza Affari, gli Etf (compresi gli Etc su materie prime e gli Etn/Etp) rivestono grande importanza per l’ampiezza, la diffusione e la crescita costante del mercato. L’EtfPlus di Borsa italiana, terzo mercato europeo e secondo nell’Eurozona dopo lo Xetra di Francoforte, spicca per numerosità di prodotti trattati (2.365 all’8 maggio, +14,6% rispetto a 12 mesi fa), per controvalori scambiati e masse gestite, pari a 208 miliardi di «asset under management» (Aum), a fine aprile 2026, presso Montetitoli, ora parte di Euronext Securities Milan. Una dimensione di rilievo, se confrontata con una capitalizzazione del mercato azionario che all’8 maggio era pari a 1.147 miliardi e con un controvalore scambiato da inizio 2026 di 363 miliardi. Si consideri che gli scambi complessivi di covered warrant e certificates su SeDeX e Cert-X di Borsa italiana sono stati pari a 13,7 miliardi di euro nei primi quattro mesi dell’anno.
Nel settembre 2025 Euronext ha lanciato Euronext Etf Europe, iniziativa che ha l’obiettivo di creare una piattaforma integrata per gli Etf a livello europeo, che coinvolge Milano (ETFplus), Parigi e Amsterdam. L’obiettivo dichiarato è la riduzione della frammentazione del mercato e il miglioramento dell’efficienza nella negoziazione e distribuzione di Etf in senso lato (quindi Etp, che comprendono anche Etc e Etn), tentando di risolvere l’annosa problematica legata alla dispersione della liquidità causata dai listing multipli, cioè la quotazione dello stesso prodotto su differenti piazze, che può comportare spread denaro-lettera più elevati e meno efficienza in fase di negoziazione. Da settembre quindi i tre mercati risultano collegati in termini di singoli book di negoziazione e un investitore italiano può acquistare facilmente un Etf quotato su Parigi o Amsterdam, e viceversa.
A poco più di sei mesi dalla partenza del mercato unico degli Etf si può osservare un po’ di confusione sulla piazza di quotazione degli Etf trattati su Euronext: ricercando un prodotto quotato a Parigi o Amsterdam, per esempio, il sito web di Borsa italiana lo espone in dettaglio senza iniziale precisazione sulla piazza di quotazione, nemmeno quando è diversa dal mercato EtfPlus italiano. Indicazione, peraltro, fornita anche quando si ricerca un Etf nel sito web di Euronext Paris. D’altronde le lacune in termini di comunicazione verso il mercato non sono nuove: nel comunicato della primavera dello scorso anno, in cui Euronext ha annunciato per la prima volta il progetto Etf Europe, si invitavano gli operatori a scegliere Amsterdam come piazza di listing e negoziazione dei prodotti; visto il gran polverone innescato da tale comunicazione, il tiro è stato corretto nel maggio 2025 facendo sparire l’infausto suggerimento nel nuovo comunicato.
Milano sorprende Euronext. Dopo il varo del progetto nel settembre 2025, per il momento Milano continua essere la meta di listing preferita dagli emittenti in ambito Euronext, secondo nell’Eurozona dopo Francoforte e terzo in Europa dopo Londra: da inizio anno al 13 maggio, sono già 153 le nuove quotazioni di Etf ed Etc/Etn sull’EtfPlus. Parigi, invece, da inizio 2026 ha visto aumentare il numero di prodotti quotati di poco meno di 30 unità, 94 per Amsterdam, di cui una buona parte sono Etp ad alta leva long e short con carattere speculativo. Anche il numero degli emittenti, già ampiamente superiore a Parigi e Amsterdam, è cresciuto da 37 di un anno fa alle 44 presenze attuali, sul mercato italiano degli Etf. Milano si conferma la prima piazza di Euronext sugli Etf, nonché seconda dopo Francoforte e terza includendo Londra, anche per controvalori scambiati, anche quest’anno in sensibile aumento: da gennaio all’8 maggio il controvalore scambiato sull’EtfPlus ha raggiunto 85 miliardi di euro (+41% rispetto allo stesso periodo 2025), Amsterdam e Parigi si fermano a 20,7 (+1,3%) e 30,2 (+19%) miliardi. Contrariamente all’esortazione iniziale di Euronext, Milano non solo continua a dominare il podio del mercato degli Etf, ma esprime la crescita più ampia anche da quando gli emittenti possono limitare il listing dei prodotti a una sola piazza Euronext, potendo automaticamente essere scambiati sulle altre. (riproduzione riservata)