Dall’inizio della guerra in Iran i mercati finanziari hanno mostrato una resilienza sorprendente, con gli indici azionari tornati sui massimi storici (il mercato azionario italiano, prezzi al 17 aprile, ha registrato una performance positiva del 9,2% nell'ultimo mese, l'indice Ftse Italy Mid-Cap del +10,8% e il Ftse Italy Small Cap del +9,1%) nonostante il forte rialzo dei prezzi dell’energia. Il contrasto con l’economia reale rimane, però, evidente: i costi energetici elevati stanno alimentando pressioni inflazionistiche e aumentando i rischi di rallentamento della crescita.
L’incertezza sulla durata del conflitto e sulla stabilità geopolitica resta, quindi, un fattore chiave, destinato a condizionare le prospettive macro e le scelte di politica monetaria nei prossimi mesi. Fatte queste premesse, per quanto riguarda le mid e small cap italiane (Datalogic +56%, The Italian Sea Group +50%, Star7 +38% ed Esprinet +29% le top perfeormer nell’ultimo mese), Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte, osserva che il miglioramento della liquidità è in corso: dal 1° gennaio del 2026 è aumentata del 23,5% su base annua per le prime e del 30,8% per le seconde «e ci attendiamo che questa tendenza venga ulteriormente rafforzata dall’avvio operativo del Fondo Nazionale Strategico Indiretto per il quale la raccolta complessiva potrebbe superare l’obiettivo iniziale di 1 miliardo di euro grazie a un maggior impegno da parte di Cdp».
Avio, Bff Bank, Interpump, Pirelli, Reply, Maire, Erg, Mfe, De’ Longhi e Banca Ifis le prime 10 azioni più liquide. Tuttavia, nell'ultimo mese Randone ha tagliato del -1%/-0,8% le stime di utile per azione 2026/2027 delle mid e small cap che copre rispetto alla fine del 2025. In particolare, la revisione al rialzo più importante delle stime di eps ha interessato Aquafil (+15,1%), Pharmanutra (+9,7%), Banca Ifis (+9%) e Enav (+6,8%), al ribasso, viceversa, Elica (-120,3%), Misitano & Stracuzzi (-43,3%), Tesmec (-34,6%) e Fine Foods (-24,5%). Comunque sul podio (si veda la tabella) delle società con la crescita degli utili più elevata attesa nel 2026 rispetto al 2025 ci sono tre aziende: Aquafil (+123%), Dovalue (+83%) e Gpi (+71%).
E se si confrontano le performance dall'inizio dell’anno con la variazione delle stime per l'esercizio 2026 nello stesso periodo, «vediamo che i titoli del Ftse Mib hanno registrato un re-rating del 7,7% (era +2,6% un mese fa); invece, le mid-cap hanno subito un de-rating del 5,6%, mentre le small cap dello 0,6%.
Sulla base del multiplo prezzo/utile, il nostro panel è scambiato con un premio del 23% rispetto alle large cap, sostanzialmente in linea con il premio medio storico al 21%, ma al di sopra del livello di un mese fa al 16%», aggiunge Randone che resta particolarmente positivo sui digital enabler che hanno soltanto parzialmente recuperato nelle ultime settimane. E nei settori consumer e industriale, punta sulle aziende con un posizionamento internazionale di successo grazie a modelli di business flessibili e reattivi. (riproduzione riservata)