Piazza Affari, 18 azioni su cui fare trading quest’estate
Piazza Affari, 18 azioni su cui fare trading quest’estate
Con il Ftse Mib poco sotto i massimi e i volumi più sottili, l’estate amplifica i movimenti. Tra segnali tecnici e rotazioni di portafoglio, gli esperti segnalano i titoli con più forza e quelli a rischio

di Francesca Gerosa 17/07/2026 20:00

Ftse Mib
51.882,28 17.40.00

-0,94%

Dax 30
24.830,98 18.00.00

-0,34%

Dow Jones
52.180,35 21.52.59

-0,71%

Nasdaq
25.543,66 21.47.57

-1,31%

Euro/Dollaro
1,1436 21.32.42

-0,03%

Spread
84,73 17.30.10

+1,95

Le occasioni di trading non vanno in vacanza. Anzi, l’estate con i volumi che si assottigliano e la liquidità che diminuisce può amplificare i movimenti e creare opportunità «mordi e fuggi» sui singoli titoli. Quest'anno il contesto è ancora più interessante: l’indice Ftse Mib di Piazza Affari resta a ridosso del massimo storico a 53.220 punti, raggiunto il 17 luglio, dimostrando una capacità di tenuta notevole a dispetto delle tensioni geopolitiche e di un fronte politico domestico tornato ad animarsi dopo la sconfitta del governo, per un solo voto, sulle preferenze durante l'esame della legge elettorale. Un episodio che, almeno per ora, viene letto come un semplice «incidente parlamentare», ma che ha riacceso le voci di un voto anticipato (lo spread Btp/Bund è risalito fino a 85 punti base).

I cinque temi che guideranno il Ftse Mib nel secondo semestre

Cinque i temi che, secondo gli esperti interpellati da Milano Finanza, guideranno il Ftse Mib nei prossimi mesi. Primo, l’inflazione, non solo quella italiana ma anche quella europea. «È il parametro per valutare il valore degli investimenti; con un’inflazione che rimane sopra il 2%, gli investimenti potrebbero proseguire nel sentiero visto nel primo semestre, ossia quello propenso al rischio», sottolinea David Pascucci, market analyst di XTB. Il secondo è il costo del denaro. «Solo un calo dell’inflazione e di conseguenza un rientro dei tassi potrebbe portare l’indice delle blue chip a ritracciare. Il terzo è il tasso di disoccupazione che rimane sui minimi storici, ma proprio per questo è meritevole di attenzione in quanto ogni suo tentativo di risalire può comportare una frenata della propensione al rischio». Il quarto, aggiunge Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, è la capacità delle società italiane di confermare la crescita degli utili. L’ultimo, secondo Saverio Berlinzani, chief analyst di ActivTrades, è una possibile rotazione dei portafogli guidata dalle dinamiche macroeconomiche globali.

Le azioni più gettonate e le più volatili

A luglio la società di trading online IG Italia ha osservato un maggior interesse in acquisto su Intesa Sanpaolo, Unicredit e Poste Italiane, mentre i flussi in vendita si sono concentrati soprattutto su STMicroelectronis, Leonardo e Azimut. Un quadro diverso sulla piattaforma di trading di XTB: Enel, Stellantis e Nexi da una parte e Leonardo, Intesa Sanpaolo e Saipem dall’altra con quelli più sensibili alle dinamiche attuali, come Stm, Stellantis e Mps, titoli quindi legati, rispettivamente, all’innovazione tecnologica dell’AI, alla crisi dell’auto e al risiko bancario, che sono stati i più volatili. Insieme a Fincantieri, Prysmian e Saipem, secondo gli ultimi dati di eToro, altra piattaforma di trading. Dati che descrivono il comportamento dei clienti, non una previsione direzionale del mercato.

I titoli con più segnali di forza...

Alcuni indicatori di analisi tecnica stanno inviando spunti importanti: dai breakout rialzisti alle rotture dei supporti, passando per le medie mobili e gli oscillatori non mancano le occasioni per gli investitori durante l'estate (si veda la tabella sotto). Un titolo interessante, suggerisce Pascucci, è Ferrari che sta tentando di risalire dai minimi in area 270 euro, livelli dai quali ha conseguito una performance di oltre il 25% da maggio. Un altro con un’impostazione tecnica in ripresa è Diasorin: è ormai otto mesi che supporta l’area tra 51 e 57 euro e infatti ha già conseguito una performance del +40% dal minimo di marzo. Altre azioni degne di nota sono i big bancari come Unicredit e Intesa Sanpaolo che mostrano trend marcatamente rialzisti.

In particolare, nota Debach, l’Rsi del titolo della banca guidata da Andrea Orcel è intorno a 62, quindi il momentum rimane positivo senza essere ancora in una condizione estrema. Mentre l’Adx a 25,8 segnala che il movimento possiede una forza direzionale apprezzabile. Anche l’On Balance Volume continua a salire, confermando la partecipazione dei volumi. Banca Mediolanum offre una configurazione simile, ma con una fase di consolidamento ancora più leggibile. Il prezzo rimane sopra le medie a 21, 50, 100 e 200 giorni, tutte inclinate positivamente. L’Rsi è vicino a 65, l’Adx si colloca a 24, appena sotto la soglia che identifica un trend pienamente direzionale. In altri termini, spiega l’analista di eToro, il titolo mantiene forza relativa mentre la volatilità si comprime.

Invece Generali ha superato la parte superiore del precedente canale ascendente (generato dai minimi di marzo 2020) e ora consolida intorno a 42 euro. Quota leggermente sotto la media a 21 giorni, ma resta nettamente sopra quelle a 50, 100 e 200 sedute. E la lettura dei volumi è costruttiva: l’Obv continua a muoversi sui massimi. Chi entra nella selezione con una logica diversa è Eni. Il grafico, continua Debach, non è ancora pienamente rialzista, ma mostra i primi segnali di una possibile inversione tattica. Il titolo ha recuperato sia la media a 21 giorni sia quella a 200 giorni, ma deve ancora superare le medie a 50 e 100 sedute, entrambe concentrate intorno a 22,30 euro. L’Rsi è risalito a 55 e l’Adx a 36,49 segnala una fase dotata di forte direzionalità, anche se, proprio perché l’incrocio tra le due linee direzionali è recente e contenuto, occorre una conferma della svolta.

Discorso diverso, prosegue l’esperto di XTB, su Mediobanca che da marzo ha conseguito un rialzo di oltre il 90%, «un trend eccezionale che di fatto vedrebbe uno stop solo in presenza di segnali tecnici ribassisti, segnali al momento non presenti». Il trend resta positivo anche per Poste. «Il superamento di 29,50 euro fornirebbe una nuova conferma di forza, creando i presupposti per un’ascesa verso obiettivi a 31,60 ea 34 euro», prevede Diodovich, indicando il primo supporto di breve a 27,40 euro, il minimo del 23 giugno.

Viceversa, nel caso di Prysmian segnali positivi emergerebbero sopra 143 euro, con possibili allunghi verso 150,25 e 157,25 euro, il massimo dell’11 maggio. Inoltre Stm, il titolo tecnologico di punta del Ftse Mib, molto sensibile all’andamento delle azioni legate all’AI e ai chip, sta testando le medie mobili a breve termine (a 20 e 50 periodi), mentre l’Rsi sta risalendo al di sopra del livello di equilibrio di 50, puntualizza Berlinzani, citando Saipem, un altro titolo che quest’anno ha registrato una performance eccezionale (+78%): si trova in un chiaro trend rialzista strutturale, con gli indicatori di momentum (Roc e Macd) che mostrano una configurazione di continuazione rialzista, priva di segnali di condizioni di ipercomprato estremo

E quelli con più segnali di debolezza

L’altra faccia della medaglia vede Stellantis continuare il trend negativo sulla scia della crisi del settore automobilistico. «Purtroppo non vediamo spunti di ripresa sul titolo anche se il ribasso dai massimi del 2024 del -80% può farlo sembrare un affare a lungo termine. Nessun segnale rialzista», dichiara Pascucci. In effetti l’eventuale cedimento dei minimi 2026 del 9 luglio a 4,59 euro, avverte Diodovich, creerebbe i presupposti per un calo verso 4 e 3,5 euro. Il rischio, concorda Debach, è quello di confondere un titolo più economico con uno pronto a ripartire: «anticipare troppo il recupero può essere pericoloso, meglio non afferrare un coltello che cade».

Altro titolo che per Pascucci sta subendo pressioni in vendita è Leonardo, che da giugno è sceso del 30% dai massimi andando contro il trend del Ftse Mib e confermando le vendite viste a ridosso di 55 euro nel corso del 2025. Mentre Moncler performa poco rispetto all’indice delle blue chip, rimane sempre all’interno di un enorme trading range tra 44 e 62 euro senza prendere una direzione precisa. Un titolo poco performante come Campari «che di fatto sta cercando di rimbalzare dai 5,40 euro dal 2024 senza successo», precisa l’esperto di XTB. «Altra azione molto debole è Amplifon che sta tentando di supportare l’area 9 euro ma non riesce a trovare la direzionalità al rialzo neanche dopo un crollo del -80% dai massimi visti tra il 2021 e il 2022, manca strutturalmente la forza per una ripresa».

Chi può sorprendere

Non mancano azioni oggi fuori dai radar degli investitori che potrebbero stupire positivamente nel secondo semestre. Gli esperti in questo caso citano Mondadori e Ariston, troppo sottovalutate e scambiate a sconto rispetto ai loro settori di riferimento (media e beni di consumo durevoli, rispettivamente), e Nexi. «Per quest’ultima, penalizzata dalla normalizzazione dei pagamenti digitali, dai tassi, dal debito e dai timori di una maggior pressione competitiva, dal punto di vista tecnico», conclude Diodovich, «sarebbe necessario il superamento della resistenza statica a 4,30 euro, i massimi di maggio. Finché ciò non accadrà, Nexi resterà una potenziale storia di turnaround, ma non ancora un titolo inserito in un trend rialzista pienamente confermato».

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