Piazza Affari, 12 azioni da buy con la guerra del Golfo
Piazza Affari, 12 azioni da buy con la guerra del Golfo
La guerra Usa-Iran è entrata nella terza settimana, il greggio resta vicino a 100 e il presidente Donald Trump ora rischia di perdere sia la Camera che il Senato alle elezioni di Mid Term. Su quali azioni puntare in questa fase? I titoli preferiti da Andrea Scauri di Lemanik

di di Elena Dal Maso 16/03/2026 20:30

Ftse Mib
44.347,56 17.40.00

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Euro/Dollaro
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Spread
77,86 17.30.09

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L'escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran ha innescato un’avversione al rischio nei mercati globali che finora è rimasta piuttosto ordinata, ragiona Andrea Scauri, gestore azionario di Lemanik. La situazione favorisce i settori della difesa e dell'energia, mentre quelli industriale e dei consumi sono più vulnerabili, «sia a causa dell'aumento dei costi energetici/logistici e dell'impatto sul reddito disponibile, sia per le potenziali ripercussioni macroeconomiche», ragiona il gestore del fondo Lemanik High Growth.

Trump ha l’85% delle probabilità di perdere la Camera a Mid Term e il 50% il Senato dopo la guerra del Golfo

Come in tutte le guerre, molto dipenderà dalla durata e dall'intensità del conflitto, dall'aumento del rischio di interruzioni dell'approvvigionamento energetico attraverso lo Stretto di Hormuz (già lunedì erano passate indenni alcune petroliere), dalle più ampie ripercussioni economiche. Tuttavia, Scauri ritiene che le prime reazioni suggeriscono una «rivalutazione selettiva del rischio». Intanto i prezzi del greggio si muovono volatili fra 95 (Wti) e 102 dollari il barile (Brent) tenendo alta la volatilità in borsa.

«Riteniamo che gli Stati Uniti dovranno trovare molto presto una via d'uscita», avverte l’esperto. «Il danno economico globale autoinflitto che si sta causando sta compromettendo le possibilità di vittoria alle elezioni di medio termine. Per quanto sia l'ultima delle preoccupazioni di tutti in questo momento, è la questione più importante per Trump». Infatti le probabilità che i Democratici conquistino la Camera sono già all'85%. Ma dall'inizio della guerra, le probabilità di conquistare il Senato sono aumentate «da poco più del 30% a quasi il 50%. Se i Democratici conquisteranno entrambe le camere a novembre, Trump dovrà molto probabilmente affrontare nuovamente l'impeachment», avverte Scauri.

Perché Tsmc deve tagliare la produzione di chip ora

Intanto domina un elevato livello di avversione al rischio, misurato dalla domanda continua di protezione. Secondo Goldman Sachs, l'esposizione corta nei prodotti macroeconomici statunitensi è ai livelli registrati l'ultima volta nel 2022. Pertanto, avverte Scauri, «se abbiamo ragione e un'altra mossa di avversione al rischio crea abbastanza dolore da aspettarsi una risoluzione, allora questo può portare a un significativo allentamento e a una copertura delle posizioni corte. L'impatto economico della chiusura dello Stretto di Hormuz è enorme. Tsmc, ad esempio, dovrà ridurre la produzione di chip perché non riceverà più elio dal Qatar, uno dei maggiori esportatori del gas. Il danno sarà troppo grande per non trovare una via d'uscita».

Le 12 azioni preferite da Lemanik

Perché Lemanik suggerisce di acquistare sui ribassi? 1. Trump non ha l'opinione pubblica dalla sua parte; 2. Ci sono le elezioni di medio termine e Trump non può permettersi di arrivare a novembre con un mercato azionario in frantumi. Quindi la guerra deve finire presto. I temi preferiti di Lemanik comprendono quindi: un predilezione per StM e Saipem oltre che per le energie rinnovabili visto che la guerra in Iran dopo quella in Ucraina dovrebbe «evidenziare la necessità di una minor dipendenza da fonti energetiche importate e un’accelerazione delle rinnovabili». Fra i titoli interessanti: Erg, Alerion ed Enel in Italia, in Europa invece, Iberdrola, Endesa, Edp Renováveis in Portogallo. Il gestore ha da poco aggiunto Stellantis dopo la forte svalutazione. Fra le azioni preferite anche le Tim risparmio, un «solido caso di investimento supportato da un panorama competitivo migliore e da una governance molto più lineare con l'ingresso di Poste». Fra i finanziari Scauri preferisce Bper e Mps, invece fra le infrastrutture, trainate dagli investimenti pianificati dal fondo tedesco per il rinnovamento energetico, digitale e infrastrutturale, punta sulle risparmio di Danieli. Quanto alla Difesa, il gestore mantiene l’esposizione su Leonardo e Fincantieri. (riproduzione riservata)