Piano Casa, Invimit: investimento da 90 milioni per la creare 1.000 posti letto a canone calmierato
Piano Casa, Invimit: investimento da 90 milioni per la creare 1.000 posti letto a canone calmierato
Saranno coinvolti 400 alloggi in cinque immobili a Padova, Novara, Torino, Cremona e Forlì. I principali beneficiari saranno i lavoratori del settore pubblico e sanitario

di Silvia Valente 10/07/2026 14:23

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Al via un investimento di Invimit da 90 milioni di euro che permetterà di creare 400 nuovi alloggi e 1.000 posti letto a canone calmierato, prevalentemente per i lavoratori del pubblico impiego e del sistema sanitario.

Si tratta della prima operazione inserita nell’ambito della Missione REgenera, finalizzata alla realizzazione di iniziative di social housing attraverso la valorizzazione, la riqualificazione di immobili già pubblici gestiti dalla Sgr, destinati a incrementare l’offerta di alloggi a canone accessibile, con particolare attenzione ai lavoratori del settore pubblico e sanitario. Una struttura che sarà replicata nel secondo pilastro del Piano Casa, che prevede la costituzione di un fondo immobiliare gestito da Invimit per contribuire ad ampliare l’offerta di alloggi a canone accessibile.

Da un punto di vista finanziario, si tratta di una partecipazione del Fondo i3 Mef mediante sottoscrizione in denaro di quote del nuovo fondo per un importo complessivo pari a circa 39 milioni di euro. E si aggiunge la partecipazione di ulteriori investitori qualificati, per un importo almeno di 50 milioni di euro

Nuovi 1.000 posti letto

L’investimento consentirà la realizzazione di 400 nuovi alloggi, per un totale di circa 1.000 posti letto, distribuiti nei cinque immobili oggetto dell’operazione: Padova (Ex Caserma Romagnoli, 300 alloggi), Novara (via Monteverdi, 25 alloggi), Torino (via Bligny, 17 alloggi), Cremona (via Dante, 29 alloggi) e Forlì (Piazzale Vittoria, 29 alloggi).

Gli alloggi sociali realizzati saranno assegnati ai beneficiari secondo la normativa vigente e mediante apposite convenzioni stipulate con i Comuni interessati, che ne disciplineranno condizioni e criteri di assegnazione. Gli interventi saranno destinati, in via prevalente ma non esclusiva, a soddisfare la domanda abitativa in locazione a canone calmierato dei lavoratori del pubblico impiego, con particolare riferimento al personale del sistema sanitario, quali infermieri, operatori socio-sanitari, giovani medici e specializzandi. (riproduzione riservata)