Nell’ambito del Piano Casa è in via di perfezionamento un nuovo strumento finanziario nelle mani di Cdp per contrastare il disagio abitativo, vera e propria emergenza in Italia, e allo stesso tempo per non sprecare le risorse Pnrr già concordate con Bruxelles e in scadenza ad agosto.
Concretamente Cassa Depositi e Prestiti dovrebbe poter contare su 1,2 miliardi di euro di fondi in arrivo dall’ultima rimodulazione del Recovery tricolore per ampliare l'offerta di alloggi sociali e di abitazioni a prezzi accessibili. Lo prevede un emendamento all’articolo 8 del decreto legge Piano Casa e firmato dai tre relatori del provvedimento in commissione Ambiente della Camera (Dario Iaia di Fratelli d’Italia, Erica Mazzetti di Forza Italia ed Elisa Montemagni della Lega).
La norma autorizza Cdp a costituire un nuovo patrimonio destinato denominato Patrimonio Casa, il cui obiettivo, spiega la relazione tecnica dell’emendamento, sarebbe il «sostegno, anche mediante investimenti indiretti, di iniziative aventi finalità di edilizia sociale o convenzionata, anche mediante recupero, rifunzionalizzazione, sostituzione edilizia, riqualificazione energetica e rigenerazione urbana abitativa, funzionali all'incremento di alloggi sociali o di abitazioni a canone o prezzo calmierato, inferiore a quello di mercato». La priorità, si legge ancora, è data «ai Comuni ad alta tensione abitativa».
Il Patrimonio Casa diventerebbe poi operativo attraverso «la sottoscrizione di quote di fondi immobiliari già costituiti alla data di entrata in vigore della presente disposizione da Cassa Depositi e Prestiti o proprie società controllate». Il riferimento, stando a quanto MF-Milano Finanza può anticipare, è al Fondo Nazionale per l'Abitare, un comparto comune di investimento immobiliare dedicato all’edilizia residenziale a prezzi accessibili e gestito da Cdp Real Asset Sgr. Il Fna di fatto andrebbe così ad ampliare il suo campo d’azione, attualmente incentrato sul social housing, all’edilizia cosiddetta convenzionata, ossia offerta a prezzi agevolati.
È chiamato a finanziare questo nuovo progetto con protagonista Cdp, nella cornice del Piano Casa, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il bacino di risorse a cui fa riferimento l’emendamento dei relatori al decreto legge sono gli 1,2 miliardi di euro nell’ambito appunto del portafoglio Pnrr del ministero dei Trasporti originariamente destinati alla creazione di una Rolling Stock Company (Rosco) pubblica in Italia nel 2026, volta a gestire e noleggiare treni separatamente da Fs. Un progetto proprio eliminato dal Piano italiano, in primis per le forti preoccupazioni nei sindacati. Tanto che «in assenza di una tempestiva rimodulazione del Pnrr - spiega la relazione tecnica dell’emendamento - le risorse dedicate all’obiettivo rischierebbero di non essere utilmente impiegate entro le scadenze del dispositivo di ripresa e resilienza».
Però la rimodulazione dei fondi del Pnrr è ancora in attesa del via libera di Bruxelles e per questo i tre relatori al decreto legge sul Piano Casa fissano già che il ministero è «autorizzato a trasferire, mediante apporto di capitali, a Cdp 5 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027». Per poi aggiungere che il dicastero guidato da Matteo Salvini potrà trasferire a Cdp anche «le eventuali ulteriori risorse ad esso assegnate, a valere sulle risorse del Pnrr».
Gli emendamenti al Piano Casa saranno votati entro la giornata di giovedì 18 giugno perché da calendario il provvedimento è atteso in Aula alla Camera venerdì 19 giugno. D’altronde il tempo stringe: il decreto va convertito entro il 6 luglio, tanto che dal governo è attesa l’apposizione della fiducia sul testo. (riproduzione riservata)