Il secondo trimestre del 2026 segna un’accelerazione per Piaggio, che registra una crescita a doppia cifra delle vendite, un aumento dei ricavi operativi e una generazione di cassa record. A dirlo sono i dati preliminari approvati dal cda, numeri che mostrano un miglioramento della redditività del gruppo guidato da Michele Colaninno, nonostante il peso ancora negativo dei cambi.
Tra aprile e giugno il gruppo ha venduto nel mondo circa 150 mila veicoli, il 14% in più rispetto ai 132 mila dello stesso periodo del 2025. Nel primo semestre le consegne sono salite a circa 258.500 unità, in aumento dell’8,5% rispetto alle 238.400 dei primi sei mesi dello scorso anno.
Aumenta anche il fatturato. Nel secondo trimestre i ricavi consolidati hanno raggiunto circa 515 milioni di euro a cambi costanti, in crescita del 7%, mentre a cambi correnti si sono attestati a circa 500 milioni rispetto ai 481,9 milioni dello stesso periodo del 2025. Nei primi sei mesi dell’anno i ricavi sono stati pari a circa 880 milioni a cambi costanti, in aumento del 3% rispetto agli 852,5 milioni del primo semestre 2025.
L’effetto negativo dei cambi continua però a pesare sui risultati riportati, con ricavi a cambi correnti pari a circa 842 milioni di euro, in lieve calo dell’1%, recuperando quasi interamente il divario registrato nel primo trimestre.
Un dato significativo contenuto nei dati preliminari riguarda la generazione di cassa. Piaggio ha prodotto circa 112 milioni di euro nel solo secondo trimestre e circa 93 milioni nel semestre, i migliori risultati mai registrati dal gruppo.
Questo ha consentito di ridurre sensibilmente l’indebitamento finanziario netto, sceso a circa 485 milioni al 30 giugno 2026, in miglioramento di circa 93 milioni rispetto ai 577,6 milioni di fine 2025 e di circa 50 milioni rispetto ai 534,7 milioni di un anno fa.
«Il secondo trimestre del 2026 rappresenta un momento di crescita del gruppo sia in termini di veicoli venduti, sia di ricavi dalle vendite», è il commento dell’amministratore delegato Michele Colaninno. Il risultato riflette «il proficuo lavoro svolto in tutte le consociate nel mondo e la continua ricerca del miglioramento della produttività», elementi che hanno permesso una solida generazione di cassa.
Una posizione finanziaria più robusta, ha spiegato Colaninno, consentirà al gruppo di affrontare eventuali nuove pressioni inflazionistiche legate alle tensioni geopolitiche e ai conflitti internazionali. Il ceo ha sottolineato anche come «i tassi di cambio internazionali siano ancora sfavorevoli alle produzioni europee», ma ha evidenziato che il gruppo è riuscito «di fatto a neutralizzare tali divergenze con la crescita delle vendite nel mondo». (riproduzione riservata)