Piaggio chiude i primi nove mesi del 2026 con ricavi in crescita, margini in miglioramento e una riduzione significativa dell’indebitamento finanziario netto. Il gruppo di Pontedera ha registrato un fatturato consolidato di 1.236,4 milioni di euro, in aumento del 2,7% rispetto ai 1.204,4 milioni dello stesso periodo del 2025 e oltre le stime degli analisti di Banca Akros di 1.228 milioni. A cambi costanti la crescita sarebbe stata del 6,4%, a 1.281,3 milioni.
Sul fronte della redditività, l’ebitda si è attestato a 208,8 milioni, in progresso del 3,9% e oltre le stime degli esperti a 206 milioni con un ebitda margin migliorato al 16,9% dal 16,7%. Ancora più marcata la crescita del risultato operativo che ha raggiunto 98,7 milioni (+15,8%; 96 milioni la previsione di Banca Akros) con un margine dell’8% contro il 7,1% del settembre 2025.
Il miglioramento della gestione operativa si riflette anche sull’ultima riga del conto economico: l’utile netto è cresciuto del 17,7%, raggiungendo 37,3 milioni, superiore alla stima di Banca Akros a 35 milioni.
Uno degli elementi più significativi dei conti riguarda la posizione finanziaria. Al 30 settembre l’indebitamento finanziario netto è sceso più del previsto a 469,7 milioni con un miglioramento di 107,9 milioni rispetto ai 577,6 milioni registrati a fine 2025 e di 58,4 milioni su base annua.
Una dinamica sostenuta dalla generazione di cassa, mentre gli investimenti nei primi nove mesi sono stati pari a 76,8 milioni, in calo del 25% rispetto ai 102,5 milioni dello stesso periodo del 2025.
A sostenere i volumi sono stati soprattutto i veicoli commerciali. Complessivamente Piaggio ha venduto 388.800 veicoli nel mondo, il 12,2% in più rispetto alle 346.500 unità dei primi nove mesi del 2025. Mentre il comparto delle due ruote ha registrato 273.600 unità vendute (+4%), ma con ricavi in lieve flessione dello 0,9% a 943,5 milioni. A pesare è stato soprattutto l’effetto dei cambi, in particolare sui mercati internazionali.
Il quadro geografico ha evidenziato una performance particolarmente positiva dell’India, dove nel segmento delle due ruote i volumi sono aumentati del 31% e il fatturato del 13,8% a cambi correnti. In Nord America Piaggio ha inoltre rafforzato la propria posizione nel mercato degli scooter, raggiungendo una quota del 39,5% dal 33,9% dello stesso periodo del 2025. Viceversa, in Europa la quota si è mantenuta sostanzialmente stabile al 17,8%.
Più dinamico il comparto dei veicoli commerciali, che ha registrato un incremento delle vendite del 38,2% a 115.200 unità. I ricavi sono saliti a 292,9 milioni con una crescita del 16% Anche in questo caso l’India ha rappresentato il principale motore di sviluppo, con volumi in aumento del 41,5% e ricavi in crescita del 19,5% a cambi correnti. Positivo l’andamento nell’area Emea e Americhe, dove i volumi sono cresciuti del 13,5%.
«Le diverse localizzazioni produttive e commerciali nel mondo ci consentono di bilanciare i contingenti alti costi della produzione dovuti all’energia, ai trasporti delle merci e all’aumento del costo delle materie prime, senza tralasciare le conseguenze delle tensioni protezionistiche ancora oggi presenti», ha sottolineato il ceo, Michele Colaninno.
Un occhio anche al valore dei marchi iconici: il successo a doppia cifra di Vespa nell’anno del suo ottantesimo compleanno, la celebrazione della Moto Guzzi a Mandello del Lario e i risultati di Aprilia Racing in MotoGP, «dimostrano che l'investimento continuo in innovazione, tecnologia e sicurezza – pilastri portati avanti anche grazie alle soluzioni robotiche di Piaggio Fast Forward – rappresenta la nostra risposta più efficace per anticipare le sfide future della mobilità leggera e dei veicoli commerciali», ha precisato l’ad.
Per i prossimi mesi la società mantiene un approccio prudente sulle prospettive, legando l’evoluzione della domanda alla stabilità del quadro economico e geopolitico e confermando l’attenzione alla liquidità, alla produttività e agli investimenti in prodotto e tecnologia.
A Piazza Affari il titolo Piaggio il 6 novembre dopo la pubblicazione dei conti sale del 2,54% a 2,096 euro. Banca Akros, che per fine esercizio 2026 si attende ricavi in leggera crescita anno su anno a 1,561 miliardi e un utile netto a 44 milioni dai 34 milioni del 2025, ha un rating accumulate e un target price a 2 euro sull’azione. (riproduzione riservata)