John Elkann si consola da Stellantis, Philips vola in borsa nonostante il taglio delle stime per il 2026
John Elkann si consola da Stellantis, Philips vola in borsa nonostante il taglio delle stime per il 2026
Il mercato premia il ritorno in utile e il dividendo della multinazionale olandese, di cui la holding della famiglia Elkann-Agnelli è azionista di maggioranza

di Marco Capponi 10/02/2026 09:25

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Conti in ordine e forte rally alle prime battute di negoziazioni di martedì 10 febbraio per Philips, che viene premiata dal mercato nonostante il taglio delle stime di crescita per il 2026. Alle 9:30, alla borsa di Amsterdam, il titolo guadagna più del 10%: e anche Exor, azionista di maggioranza relativa con una partecipazione del 18,7% nella multinazionale, ringrazia: il titolo della holding della famiglia Elkann-Agnelli sale di oltre il 2,5%.

Il ritorno in utile, ma con taglio delle stime

Sebbene l’azienda abbia registrato una crescita degli ordini del 6% e sia tornata in utile dopo una perdita netta nel 2024, ha anche ridotto le sue previsioni per il 2026. La società, a oggi specializzata nelle tecnologie per la salute, ha affermato di aspettarsi che la crescita delle vendite quest’anno si aggiri tra il 3% e il 4,5%, rispetto al 4,5% precedentemente previsto.

L’utile netto dell’anno, tuttavia, è aumentato di 1,6 milioni di euro rispetto al 2024 (897 milioni l’utile netto totale), attribuito da Philips a maggiori utili operativi, minori oneri fiscali e minori spese. Alla luce dei risultati, all’assemblea degli azionisti di maggio verrà proposta l’approvazione di un dividendi di 85 centesimi per azione che, ai prezzi attuali, implicherebbe uno yield del 3,1%.

La conferma del ceo Jakobs

Separatamente, la società ha annunciato di aver proposto la riconferma dell’amministratore delegato Roy Jakobs, che sarà sottoposta anch’essa all’approvazione degli azionisti.

Parlando ai microfoni di Cnbc, Jakobs ha affermato che i numeri di bilancio del gruppo contenevano «molte ottime notizie», a cominciare dalla crescita degli ordini ricevuti e dei margini, nonostante i venti contrari dei dazi di Donald Trump.

«È un percorso di miglioramento sequenziale», ha affermato. «Abbiamo registrato ordini molto forti per tutto il 2025, ma convertirla in vendite richiede un po’ di tempo. È un aspetto che è stato incluso nelle previsioni, ma siamo passati dal 2% di crescita delle vendite dell’anno scorso a una previsione per il 2026 tra il 3% e il 4,5%, quindi un netto incremento delle vendite». (riproduzione riservata)