Nuovo massimo storico per il titolo Pharmanutra a Piazza Affari in scia all’ottima trimestrale. L’azione della società attiva nello sviluppo e commercializzazione di complementi nutrizionali e dispositivi medici ha toccato un record a quota 88,8 euro. Alle 12 del 12 maggio balza del 12,27% a 86,9 euro.
Per gli analisti di Intermonte e Berenberg vale molto di più soprattutto dopo che la società ha archiviato il primo trimestre del 2026 con una crescita a doppia cifra di tutti i principali indicatori finanziari, oltre le aspettative in ogni voce. Ancora più importante, secondo Berenberg, il trimestre ha fornito evidenze concrete che il ciclo di investimenti degli ultimi due anni sta iniziando a dare i suoi frutti: le attività del gruppo in Italia stanno accelerando sotto la nuova struttura commerciale e quelle negli Stati Uniti e in Cina si stanno espandendo.
In sintesi nel trimestre i ricavi si sono attestati a 32,7 milioni di euro, in crescita del 24% anno su anno, il 16% in più della previsione di Berenberg circa +16%. Il business «as is» (escludendo le controllate Usa, Spagna, Cina e Cetilar Nutrition) è cresciuto del 15% in Italia e del 32% a livello internazionale, mentre le nuove unità di business sono quasi raddoppiate a 2,3 milioni (+108%), con PharmaNutra Usa come principale motore. L’ebitda ha raggiunto 6,2 milioni (+26%), con un’espansione del margine di 20 punti base al 18,6% nonostante gli investimenti massicci; escludendo i costi di avviamento delle nuove attività, il margine ebitda sottostante sarebbe del 26%.
L’utile netto è stato pari a 3,5 milioni (+42%) e la cassa netta a 11,9 milioni dagli 11,4 milioni di fine 2025 con un free cash flow operativo di 1,9 milioni. «A livello internazionale, i ricavi del Nord America hanno raggiunto 1,2 milioni, +323%, la Cina resta in linea per raggiungere 6 milioni di ricavi entro fine anno, e l’accordo di distribuzione per Francia e Svizzera con PiLeJe è stato firmato nel primo trimestre con lancio commerciale previsto per settembre 2026», sottolinea Berenberg. Il prossimo focus strategico è l’estensione del portafoglio prodotti, insieme all’ottimizzazione del cross-selling.
Il management di Pharmanutra ha previsto una crescita dei ricavi a doppia cifra sia in Italia sia nei mercati internazionali nel 2026, con la nuova struttura commerciale italiana attesa a piena capacità entro fine anno e le nuove unità di business (in particolare Usa e Cina) destinate a contribuire in modo significativo ai ricavi. Oltre il 2026, il management si aspetta un’espansione progressiva del margine ebitda.
«La rete internazionale tradizionale di distributori da sola supporta cinque anni di crescita a doppia cifra, con l’espansione delle famiglie di prodotto che si innesta sulle relazioni consolidate con i distributori», precisa Berenberg che ha rivisto il target price sul titolo da 85 a 93 euro (rating buy) dopo aver alzato le stime per fine 2026: ora si attende ricavi in crescita a 115,575 milioni dai 133,968 milioni del 2025, un ebitda a 40,183 milioni (da 34,212 milioni), un utile netto a 24,144 milioni (da 20 milioni) con un dividendo in aumento a 1,45 euro per azione (rendimento dell’1,9%) da 1,20 euro per azione.
Intermonte ha alzato ancora di più il target price da 89 a 98 euro (rating buy), osservando che PharmaNutra ha registrato un forte primo trimestre, confermando la capacità di generare crescita nel tempo migliorando progressivamente la redditività. Non solo. Le attività negli Stati Uniti e in Cina stanno acquisendo un’ottima trazione, più che raddoppiando i ricavi su base combinata anno su anno, e rappresentano una fonte sempre più visibile di upside di lungo periodo, a detta della sim.
In particolare Intermonte vede un upside rilevante dagli Stati Uniti (break-even operativo entro il quarto trimestre del 2026, imminente lancio di un secondo prodotto) e dalla Cina (target 6 milioni nel 2026, tasso di riacquisto del 30%, clienti ricorrenti oltre il 50% dei ricavi). Per cui ha alzato le stime sui ricavi 2026 del +4% a 155,2 milioni e ora ipotizza una crescita del +18% quest’anno (+15% nel 2027), mantenendo invariate le previsioni sui margini; questo si traduce in revisioni dell’eps del +4%/+5%/+8% nel 2026/2027/2028.
Inoltre nel medio periodo, indica ancora Intermonte, il mercato sottovaluta ancora in larga parte la profondità dell’attività di ricerca & sviluppo, un vero «iceberg», in cui il portafoglio commerciale rappresenta solo la parte visibile, che genererà un flusso continuo di innovazione di prodotto ben oltre l’attuale gamma. «Il management vede un forte potenziale di crescita delle vendite entro due anni: Usa a 15-18 milioni e Cina: 12-15 milioni entro il 2027. Se questi obiettivi ambiziosi verranno raggiunti, il titolo Pharmanutra», sottolinea Intermonte, «potrebbe rimbalzare ben oltre 100 euro per azione». (riproduzione riservata)