Petrolio, Trump riaccende il rischio Hormuz e il greggio torna a correre oltre il 3%
Petrolio, Trump riaccende il rischio Hormuz e il greggio torna a correre oltre il 3%
Il presidente americano annuncia un pedaggio del 20% per le navi in transito nello Stretto e il ripristino del blocco dei porti iraniani. I mercati scontano il rischio di nuove tensioni sull’offerta: Wti sopra gli 80 dollari, Brent oltre gli 85. Citi avverte: cresce il rischio di un’escalation militare

di di Giusy Iorlano 14/07/2026 09:57

Ftse Mib
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Dax 30
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Dow Jones
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Nasdaq
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Euro/Dollaro
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81,00 14.08.25

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Basta un annuncio della Casa Bianca per riaccendere la corsa del petrolio. I prezzi del greggio sono balzati di oltre il 3% dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intenzione di imporre un pedaggio del 20% su tutte le merci trasportate dalle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici per il commercio energetico mondiale.

Contestualmente, Washington ha comunicato il ripristino del blocco dei porti iraniani situati nei pressi dello stretto, una mossa che aumenta nuovamente la pressione su Teheran e alimenta i timori di nuove interruzioni delle forniture globali di greggio.

Wti sopra gli 80 dollari, Brent oltre quota 85

La reazione dei mercati è stata immediata.

Il contratto Wti (West Texas Intermediate) con consegna ad agosto è salito del 3,07%, attestandosi a 80,56 dollari al barile, mentre il Brent, riferimento internazionale, ha guadagnato il 2,69% raggiungendo 85,54 dollari.

Il rialzo si aggiunge all’impennata della seduta precedente, quando il Brent aveva già registrato un balzo vicino al 10%, segnale di un mercato che torna a prezzare un premio per il rischio geopolitico.

Citi: aumenta il rischio di un’escalation

Gli analisti di Citi invitano alla prudenza. Secondo la banca d’affari, il progetto di imporre tariffe di transito nello Stretto di Hormuz aumenta in modo significativo il rischio di un ulteriore deterioramento del quadro militare.

L’istituto ritiene inoltre più probabile che l’Iran possa rinviare qualsiasi intesa con gli Stati Uniti almeno fino alle elezioni di midterm americane, uno scenario che potrebbe tradursi in prezzi del petrolio elevati per un periodo più lungo.

Non solo geopolitica: i mercati attendono i fatti

Gli operatori, tuttavia, distinguono tra annunci politici e reale capacità di attuazione delle misure. Il mercato continuerà quindi a monitorare non solo le dichiarazioni della Casa Bianca, ma soprattutto l’effettiva applicazione dei pedaggi e del blocco navale. (riproduzione riservata)