Il mercato petrolifero mondiale si prepara a passare da una delle più gravi crisi dell’offerta degli ultimi decenni a una fase di abbondanza. Secondo l’ultima analisi dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), il 2027 potrebbe essere caratterizzato da un surplus di oltre 5 milioni di barili al giorno, grazie alla ripresa delle forniture dal Medio Oriente e a una crescita della produzione nettamente superiore a quella della domanda.
Lo scenario emerge mentre si rafforzano le prospettive di una riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo l’annuncio di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran che potrebbe porre fine alla crisi che ha sconvolto il mercato energetico globale negli ultimi mesi.
Secondo l’Aie, il conflitto ha causato il blocco di oltre 14 milioni di barili al giorno di produzione petrolifera in Medio Oriente, generando una forte contrazione dell’offerta mondiale e un rapido esaurimento delle scorte.
Con la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense nei confronti dell’Iran, le esportazioni della regione potrebbero però tornare progressivamente ai livelli precedenti alla crisi.
I primi segnali di ripresa sono già visibili. I flussi petroliferi attraverso l’area del Golfo sono risaliti a circa 12 milioni di barili al giorno, rispetto ai 9,6 milioni registrati nel mese di maggio, grazie alla ripresa dei trasferimenti nave-nave nel Golfo dell’Oman.
L’Agenzia stima che nel 2027 l’offerta globale aumenterà di circa 8 milioni di barili al giorno, mentre la domanda crescerà di soli 2 milioni.
Il risultato sarà un surplus strutturale che potrebbe riportare stabilità sui mercati energetici dopo anni caratterizzati da tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi e problemi di approvvigionamento.
Secondo l’Aie, l’eccesso di offerta rappresenterebbe anche un’opportunità per i governi di ricostituire le riserve strategiche e rafforzare la sicurezza energetica nazionale, dopo il massiccio utilizzo delle scorte durante la crisi.
Prima di arrivare al surplus previsto per il 2027, il mercato dovrà però attraversare una fase ancora caratterizzata da squilibri.
L’Aie prevede infatti che nel 2026 l’offerta globale diminuirà di 3,9 milioni di barili al giorno. Le perdite produttive registrate in Medio Oriente continueranno infatti a superare gli incrementi provenienti dalle Americhe.
Le stime indicano un deficit di circa 920 mila barili al giorno nel prossimo anno, un valore comunque inferiore rispetto agli squilibri registrati durante la fase più acuta della crisi.
Sul fronte dei consumi, l’Agenzia prevede che la domanda globale di petrolio diminuirà di 1,1 milioni di barili al giorno nel 2026.
La contrazione segue il forte rallentamento registrato tra aprile e giugno, quando i consumi mondiali sono diminuiti di circa 5 milioni di barili giornalieri. Le difficoltà hanno coinvolto praticamente tutte le principali aree economiche e tutti i principali carburanti, con particolare debolezza per il gasolio.
L’Aie ritiene tuttavia che il calo dei prezzi del greggio e il miglioramento delle prospettive economiche internazionali favoriranno una ripresa della domanda già nel corso del 2027.
Paradossalmente, il passaggio verso una situazione di surplus potrebbe essere preceduto da un ulteriore impoverimento delle scorte mondiali.
Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, le riserve petrolifere globali si sono ridotte a un ritmo medio di 3,8 milioni di barili al giorno. Solo nel mese di maggio il calo è stato pari a circa 4,6 milioni di barili giornalieri.
Secondo l’Aie, le scorte potrebbero raggiungere livelli storicamente bassi prima che il ritorno della produzione mediorientale riequilibri definitivamente il mercato.
Le prospettive dell’Aie si inseriscono in un contesto di crescente cautela anche da parte dei produttori.
Nel suo ultimo rapporto mensile, l’Opec ha ridotto le previsioni di crescita della domanda globale per il 2026 a 970 mila barili al giorno, confermando un quadro meno dinamico rispetto alle attese formulate prima dello scoppio della crisi.
Se il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran dovesse consolidarsi e la ripresa delle esportazioni procedere senza ostacoli, il mercato petrolifero potrebbe quindi entrare dal 2027 in una nuova fase caratterizzata da maggiore disponibilità di greggio, prezzi più contenuti e minori tensioni sull’approvvigionamento energetico globale. (riproduzione riservata)