I prezzi del petrolio crollano bruscamente dopo le indiscrezioni su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto. La prospettiva di una tregua ha immediatamente allentato le tensioni sui mercati energetici globali, spingendo al ribasso le quotazioni del greggio.
Secondo quanto riportato da Axios, le due parti sarebbero vicine a un memorandum preliminare, di una sola pagina, che aprirebbe la strada a negoziati più ampi, anche sul dossier nucleare.
I futures sul Brent crude con consegna a luglio continuano a scendere, arrivando a quota 103,07 dollari al barile, in calo di 6,80 dollari pari al -6,2% nelle rilevazioni di metà mattinata. In parallelo, il Wti perde oltre il 6%, attestandosi a 95,79 dollari.
Il crollo si inserisce in una tendenza già negativa, accentuata dalle aspettative di una possibile fine delle ostilità.
Parallelamente, i mercati azionari hanno registrato un rimbalzo, sostenuti dall’ipotesi di una stabilizzazione geopolitica e di una riduzione dei costi energetici.
Il presidente Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea del progetto militare “Project Freedom”, avviato per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. La decisione, spiegata come un segnale di progresso nei colloqui con Teheran, rafforza l’ipotesi di una de-escalation imminente. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall’Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. L’accordo prevederebbe, nello specifico, l’impegno dell’Iran a una moratoria sull’arricchimento nucleare, l’accordo degli Stati Uniti a revocare le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. Entrambe le parti si impegnerebbero inoltre a togliere le restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz. Una notizia che, pur non verificata ufficialmente, è bastata a innescare una reazione immediata degli investitori.
Nel frattempo, circa 23.000 marittimi di 87 paesi restano bloccati nel Golfo Persico a causa delle tensioni e delle restrizioni imposte dall’Iran sul traffico marittimo.
Secondo gli analisti di Azimut Group, anche in caso di riapertura dello stretto, la normalizzazione dei flussi commerciali richiederà però settimane.
Ora i mercati guardano quindi ai prossimi sviluppi diplomatici: un accordo effettivo potrebbe cambiare rapidamente gli equilibri energetici e geopolitici globali. (riproduzione riservata)