Perché Warsh, il successore di Powell, preserverà l’indipendenza della Fed
Perché Warsh, il successore di Powell, preserverà l’indipendenza della Fed
La reazione dei mercati alla nomina del nuovo presidente è stata prudente. Gli investitori valutano le implicazioni per i tassi d'interesse e l'indipendenza della banca centrale

di di Anthony Willis* 03/02/2026 20:40

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Questa settimana l’attenzione è rivolta alla Federal Reserve, con un focus sui cambiamenti imminenti nella leadership e su una fase di pausa nei tagli dei tassi che sembra destinata a protrarsi, alla luce dell’andamento dell’inflazione e del mercato del lavoro.

Con l’attuale presidente Jerome Powell in uscita a maggio, il lungo processo di selezione del nuovo presidente della Fed si è concluso venerdì scorso con la nomina di Kevin Warsh da parte del presidente Trump. L’approvazione della nomina richiede circa 80 giorni, periodo che coincide con la fase di transizione che precede l’uscita di Powell.

Warsh è un ex governatore della Fed, incarico ricoperto tra il 2006 e il 2011, un arco temporale che ha incluso la crisi finanziaria globale. In quel periodo era considerato relativamente restrittivo, avendo espresso forti preoccupazioni sul fatto che l’espansione del bilancio della banca centrale attraverso il quantitative easing potesse alimentare l’inflazione.

Presidenza Warsh: reazioni e aspettative

Oggi, la percezione del mercato è che Warsh sia stato uno dei candidati più credibili emersi negli ultimi mesi. Considerato il suo passato atteggiamento prudente nei confronti dell’inflazione, e alla luce del fatto che l’inflazione è oggi una realtà concreta, sarà interessante comprendere quale sia la sua posizione attuale.

In prima battuta, va ricordato che la Fed si trova già in una fase di «wait and see», con una limitata propensione a modificare la politica monetaria nel breve periodo. È infatti probabile che l’ultimo taglio dei tassi sia già avvenuto sotto la presidenza Powell. Sebbene le ultime tre riunioni abbiano portato a complessivi 75 punti base di riduzione, la banca centrale appare ora fermamente in una fase di pausa.

Secondo l’attuale visione di Warsh, l’inflazione dovrebbe essere attenuata dall’aumento della produttività, riducendo così alcune delle preoccupazioni che lo avevano caratterizzato in passato. A differenza di altri potenziali candidati alla presidenza della Federal Reserve, Warsh non è percepito semplicemente come un sostenitore dei tagli dei tassi.

Un altro nome spesso indicato come favorito, Kevin Hassett, era invece visto come più incline a cedere alle pressioni politiche per ulteriori riduzioni del costo del denaro.

La reazione dei mercati alla notizia, venerdì scorso, è stata inizialmente cauta. Oro e argento hanno registrato movimenti correttivi significativi, seppur partendo da livelli di forte ipercomprato. I grafici dei prezzi di entrambi i metalli avevano mostrato un andamento quasi parabolico nelle settimane precedenti, rendendo prevedibile una fase di ritracciamento.

Per quanto riguarda le aspettative sui tassi, il mercato ha leggermente rafforzato le probabilità di un taglio, atteso ora a giugno, con un’ulteriore riduzione prevista entro la fine dell’anno. È tuttavia importante ricordare che, nel frattempo, molto dipenderà sia dall’evoluzione del processo di nomina sia dai dati macroeconomici statunitensi.

Le prospettive future attorno alla Fed

Al momento, l’andamento dell’economia americana non giustifica un nuovo taglio dei tassi. Le aspettative potrebbero cambiare qualora si osservasse un deterioramento più marcato del mercato del lavoro; tuttavia, pur mostrando segnali di raffreddamento, l’occupazione non sta peggiorando in modo significativo. Più probabile, alla luce dell’ampio stimolo fiscale in atto, è un’ulteriore accelerazione dell’economia statunitense.

Pertanto, sebbene i mercati continuino a prezzare ulteriori riduzioni dei tassi, il quadro resta fluido. Va inoltre tenuto conto di altri fattori di incertezza, come i tentativi di rimuovere la governatrice Lisa Cook e l’indagine in corso del Dipartimento di Giustizia sui costi di ristrutturazione della sede della Federal Reserve.

In conclusione, i mercati dovrebbero guardare con una certa tranquillità a quella che appare come una nomina credibile. Pur prevedendo che il presidente Trump continuerà a esercitare pressioni sulla Fed affinché riduca i tassi, è verosimile che Warsh e gli altri membri del Board si impegnino a preservare l’indipendenza della banca centrale. (riproduzione riservata)

*Investment manager di Columbia Threadneedle Investments