Fa onore a Guido Stazi e alla sua competenza avere ricordato, nelle audizioni parlamentari facenti parte dell'iter per l'approvazione della sua nomina a presidente della Consob, il ruolo svolto dal predecessore Paolo Savona, l'importanza delle innovazioni da lui introdotte e da sviluppare e la centralità della tutela del risparmio, che è stato uno dei pilastri dell'azione dell'ex presidente. Il risultato del voto su Stazi delle due competenti commissioni parlamentari non ha registrato alcun contrario, con l'opposizione che, riconoscendo la competenza del designato, si è astenuta (scelta inconsueta).
Stazi ha un ottimo curriculum di economista liberale (non liberista) molto attento alle regole del mercato, a cominciare dalle concentrazioni e dalle posizioni dominanti alla base del particolare contributo, dato dal suo compianto maestro Franco Romani e con dal medesimo Stazi, alla formazione della legge antitrust del 1990 (alla quale un apporto altrettanto importante fu dato da Guido Carli e Guido Rossi). È muovendo dalla tutela del risparmio che Stazi ha affrontato temi fondamentali quali le iniziative da assumere per portare o riportare in borsa, facendo di questa un mercato veramente rappresentativo, le imprese minori o l'impegno per lo sviluppo dell'educazione finanziaria ovvero in materia di cripto-asset, ma anche contro le diverse forme di fraudolenza che distorcono il mercato, a cominciare dai siti illegittimi e da altre forme di comunicazione e informazione irregolari.
È importante che Stazi abbia tenuto a sottolineare quelli che dovranno essere i caratteri fondamentali dell'azione della Consob e della sua personale opera, con riferimento all'indipendenza, alla neutralità come equidistanza da interessi particolari, alla neutralità. Stazi si troverà ad affrontare, in scia a Savona, la complessità delle ricadute dell'intelligenza artificiale generativa nel lavoro della Consob, nel monitoraggio di ciò che avviene nei soggetti vigilati, nei rapporti con altre authority e con il governo e il Parlamento. La Vigilanza della Consob ha natura diversa da quella della Banca d'Italia, anche come conseguenza della pluralità dei soggetti controllati. Tutelare trasparenza, correttezza, idoneità dell'agire delle società e, in questo quadro, curare la prevenzione dei conflitti di interesse e delle incompatibilità è il principale mandato della Commissione.
Fondamentale sarà come la Consob, con questa parte di attribuzioni di sorveglianza, si raccorderà con la Vigilanza della Banca d'Italia e con l'autorità Antitrust, che Stazi conosce meglio di ogni altro. Come noto, da tempo sussistono progetti e ipotesi di riforma degli organismi di controllo in materia di credito e risparmio per una scelta per funzioni o per finalità, con la Banca d'Italia (e la Bce) con le attribuzioni sulla stabilità e sulla sana e prudente gestione del credito, la Consob sulla trasparenza e correttezza e l'Antitrust sulla concorrenza, ma anche la Covip per i fondi previdenziali, valutando pure le ipotesi di integrazione. Savona dalle previste innovazioni nel sistema dei pagamenti con l'introduzione dell'euro digitale ha tratto la possibilità di una riforma riguardante politica monetaria e vigilanza con il coinvolgimento della stessa sorveglianza Consob. È un progetto da approfondire
Ma la pur possibile riforma delle authority in Italia si deve confrontare con l'avviato progetto di riforma dell'Esma, l'autorità europea dei mercati alla cui testa si insedierà l'italiano (già Consob) Carlo Comporti. Lo schema che alcuni vorrebbero del rapporto tra Esma e Consob nazionali sarebbe simile, almeno per le più importanti materie, a quello Bce-banche centrali nazionali, che per presenta diversi aspetti da rivedere sostanzialmente. Comunque Stazi dall'Italia e Comporti dalla Francia (sede dell'Esma) hanno uno straordinario impegno da sostenere con questa trasformazione. Sarà un banco di prova per entrambi, nella certezza sin d'ora che l'impegno sarà affrontato con le più alte competenza e dedizione.
Coerentemente con il processo di integrazione comunitaria e considerato il succedersi di norme in materia societaria, di origine europea o nazionale, sarebbe necessaria la coerente formazione di un Testo Unico. Una finalità del genere da chi meglio di Stazi potrebbe essere sostenuta in sede tecnica con il suo curriculum? Egli giustamente vede la necessità che si rafforzi sempre più nel personale una sintesi tra competenze economiche, giuridiche e tecnologiche. Gli specialismi restano fondamentali ma le profonde trasformazioni in corso nell'economia e nella finanza comportano un’evoluzione dei saperi che viene colta dal mondo societario, per cui il controllante non può rimanere indietro, non può essere l'Achille del paradosso di Zenone che gareggia con la tartaruga perdendo.
Un altro impegno del prossimo presidente, anche se non nelle sue prevalenti attribuzioni, riguarda la candidatura del commissario che dovrà succedere a Comporti. I criteri che sono stati seguiti per lo stesso Stazi, dando ottima prova, dovrebbero essere adottati per la scelta in questione, bandendo forme aperte o sotto traccia di lottizzazione partitica con il corollario dei «do ut des» e invece privilegiando l'indipendenza, la neutralità e l’imparzialità sottolineate da Stazi, alle quali ovviamente vanno aggiunte competenza, esperienza e idoneità.
Sarà infine importante la prosecuzione del lavoro di ricerca e di informazione della Consob, che appare molto curato e stimolante; il personale si distingue per competenza e capacità e un suo rafforzamento non potrà avvenire se non enfatizzando queste importanti doti. Ed è sicuro, conoscendo il suo curriculum, che Stazi con il collegio dei commissari dedicherà grande cura al ruolo dell’organico della Commissione.
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