Perché Poste ha deciso adesso di prendere tutta Tim: servizi tlc, AI, cloud di Stato e cybersecurity tornano in mano pubblica
Perché Poste ha deciso adesso di prendere tutta Tim: servizi tlc, AI, cloud di Stato e cybersecurity tornano in mano pubblica
L’obiettivo è rimodellare il settore italiano delle telecomunicazioni con una maggiore capacità finanziaria. Il gruppo di Del Fante aggiunge tre asset: una rete fissa e mobile nazionali, una posizione preminente in cloud e data center e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana

di Alberto Mapelli e Anna Messia 22/03/2026 21:09

Ftse Mib
42.840,90 6.59.19

-1,97%

Dax 30
22.380,19 23.30.21

-2,01%

Dow Jones
45.577,47 5.59.58

-0,96%

Nasdaq
21.650,21 23.50.46

-2,01%

Euro/Dollaro
1,1552 6.06.36

+0,09%

Spread
90,45 17.30.14

+8,77

Poste Italiane ha lanciato un’opas totalitaria per arrivare al 100% di Tim, con l’obiettivo di delistarla e creare un nuovo gruppo che rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese.

Si tratterà di un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti.

Dalle polizze ai pagamenti, le tante attività del gruppo

Un’operazione coerente con la strategia di lungo periodo di Poste Italiane, operatore sistemico abilitatore della trasformazione digitale del Paese, attivo nell’offerta di servizi essenziali per gli italiani – leader nei settori finanziario e assicurativo, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali. Già nei giorni scorsi l’amministratore delegato Matteo Del Fante ha annunciato l’intenzione di creare un maxi polo finanziario mettendo insieme risparmio e pagamenti. Ad essere coinvolte, in quel caso, sono BancoPosta e Postepay con 600 miliardi di euro di attività finanziarie che saranno racchiuse in una sola società insieme ad oltre 30 milioni di carte di pagamento.

Tornando all’operazione con Telecom il modello di business di «società piattaforma», basato sulla più ampia rete fisica e digitale d’Italia, «trova nell’integrazione con Tim una naturale evoluzione, attraverso la convergenza di reti, cloud, edge-computing, dati e identità digitale», hanno dichiarato da Poste e l’intenzione è anche quella di mettere in sicurezza la rete nazionale, con l’azionista di maggioranza che resterà lo Stato, che tramite Cdp e il ministero dell’Economia controlla oggi il 64% di Poste

La rilevante scala operativa, unita alla capillarità della rete distributiva e alla solidità della relazione con le famiglie italiane, le imprese e la Pubblica Amministrazione, rappresenta un elemento distintivo capace di sostenere la crescita e rafforzare l’efficacia commerciale nei mercati di riferimento, attraverso una creazione di valore che supera i confini tra i settori tradizionali con l’attuazione della convergenza tra mondo fisico e mondo digitale.

Una risposta alle richieste europee

L’operazione, proposta al mercato, mira a scalare e potenziare la piattaforma di Poste Italiane aggiungendovi tre asset significativi: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione preminente nelle infrastrutture cloud e data center del Paese e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholders - significativa in tal senso la recente presa di posizione europea, con il Consiglio Europeo che lo scorso 19 marzo aveva invitato al consolidamento.

Ricavi complessivi a 26,9 miliardi e Ebit di 4,8 miliardi

Il gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese con ricavi aggregati pari a circa 26,9 miliardi, un Ebit aggregato pro-forma pari a circa 4,8 miliardi e con oltre 150 mila dipendenti.

Un premio del 9,01% per gli azionisti Tim

Il corrispettivo riconosciuto da Poste Italiane agli azionisti di Telecom che dovessero aderire all’Offerta sarà rappresentato da una componente in denaro pari a 0,167 euro per ciascuna azione di TIM portata in adesione all’Offerta, e da una componente in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di TIM portata in adesione all’Offerta.

Il corrispettivo complessivo dell’Offerta (la somma della parte cash e della parte in azioni) esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione di Tim e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo scorso.

Obiettivo revoca della quotazione di Tim

L’obiettivo dell’offerta è acquisire l’intero capitale sociale di Tim e procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni di Tim su Euronext Milan.

Investimenti comuni in tecnologia

Sotto il profilo industriale e strategico, l’operazione consentirebbe la creazione di un gruppo integrato con posizioni di leadership nei principali settori di attività in cui è presente, hanno dichiarato da Poste «beneficiando di un’elevata diversificazione dei flussi di ricavo tra servizi di connettività, servizi finanziari, assicurativi e logistica, contribuendo ad una maggiore resilienza nella generazione di cassa. La combinazione tra le due realtà consentirebbe inoltre di ottimizzare e razionalizzare gli investimenti in tecnologia e digitalizzazione, attraverso una gestione congiunta degli IT spending e delle piattaforme, con significativi benefici in termini di efficienza, time-to-market e capacità di investimento in tecnologia>.

Le telecomunicazione tornano tutte italiane

L’integrazione contribuirebbe soprattutto il rimodellamento del settore italiano delle telecomunicazioni, promuovendo l’emersione di un operatore di riferimento, con capacità finanziarie e scala tali da poter sostenere gli investimenti necessari alla gestione, al mantenimento, all’innovazione delle infrastrutture digitali nazionali e alla fornitura di servizi best-in class ai propri clienti.

Presenza anche in Brasile

A ciò si aggiunge la presenza a livello internazionale, in particolare nel mercato brasiliano delle telecomunicazioni, caratterizzato da elevata redditività e significativa generazione di cassa. Attualmente, il mercato brasiliano rappresenta un pilastro strategico rilevante per Tim, e in tale mercato Tim vanta un posizionamento competitivo solido e sostenibile, supportato da asset infrastrutturali di elevata qualità e da una base clienti ampia e in crescita.

Una super rete tra Poste e i 4 mila punti vendita Tim

Un elemento centrale del razionale industriale dell’operazione è rappresentato dalla piattaforma distributiva nazionale di Poste Italiane a valle del perfezionamento dell’Offerta, che combinerebbe una rete fisica estremamente capillare – costituita da quasi 13.000 uffici postali, gli oltre 4.000 punti vendita Tim e una rete di oltre 49.000 partner terzi – con una base di oltre 19 milioni di clienti digitali attivi, facendo leva sull’App “P” di Poste Italiane, leader di mercato con oltre 4 milioni di utenti attivi giornalieri, concepita come piattaforma scalabile per l’integrazione rapida di nuovi prodotti e servizi, inclusi quelli di telecomunicazione di cui Tim diventerà unica fabbrica prodotto.

(riproduzione riservata)