Perché le aziende di famiglia continuano a essere il vero motore d’Italia
Perché le aziende di famiglia continuano a essere il vero motore d’Italia
Piaggio ed Esselunga dimostrano che il comando familiare, quando è di qualità, funziona meglio delle logiche finanziarie pure. I casi Colaninno e Caprotti sono esempi di continuità generazionale che produce risultati concreti e socialmente sostenibili

di di Paolo Panerai    31/07/2026 20:30

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Cosa c’è di più positivo di constatare che i figli o le figlie onorano il padre o la madre nell’attività produttiva?

Negli ultimi giorni ci sono stati due casi esemplari: Matteo e Michele Colaninno che hanno annunciato per l’ennesima volta numeri in crescita della Piaggio, la principale azienda del gruppo dei due fratelli mantovani figli di Roberto, grande manager e poi imprenditore: 841,9 milioni il fatturato nei primi sei mesi, un ebitda di 148,6 milioni e un utile salito a 30,4 milioni.

Non solo per i risultati di bilancio, ma anche per essere riuscita a far partecipare alla re-inaugurazione della filiale storica di Esselunga di viale Piave a Milano perfino il troppo dialettico sindaco Beppe Sala, un grande riconoscimento va a Marina Caprotti, la figlia adorata del fondatore Bernardo. Nei primi sei mesi di quest’anno, funestato dalle guerre trumpiane, Marina è riuscita a far salire il fatturato dell’1,3%, anche a costo di subire una forte discesa dell’utile semestrale. Una riduzione significativa, ma che si spiega proprio con la volontà di aiutare le famiglie in questa fase turbolenta del mondo. Sicuramente con la riapertura della modernissima filiale di viale Piave alla fine del secondo semestre, anche l’utile avrà un recupero per la gestione di Marina, senza ignorare il contributo del marito, Francesco Moncada di Paternò, oltre che nobile siciliano anche brillante finanziere per molti anni a Londra.

Il comando familiare di aziende di alta qualità

Sono due casi di aziende familiari, nel senso dell'azionariato di comando, che fanno capire come la costante italiana (e cioè la prevalenza di un comando familiare di aziende di alta qualità) non faccia altro che bene al sistema Italia, anche se poi molte non si quotano (è il caso Esselunga, mentre Matteo e Michele Colaninno sono figli non solo di un grande manager ma anche di un grande finanziere come il padre Roberto, che pur da Mantova, ha dato, per così dire, la polvere perfino a Carlo De Benedetti, ufficialmente industriale ma nell'animo e nelle operazioni profondamente finanziario.

Il punto dolente è la Borsa di piazza Affari. Prima di Euronext, la Borsa italiana non era una grande borsa, ma almeno aveva una identità. La decisione di entrare in Euronext è una decisione che, con il nome euro ha ingannato molte società europee. Il nome è l'unica cosa europea, per il resto è un mercato dove convivono società che non hanno niente di europeo, cioè di dimensione europea. Infatti, ad Amsterdam le società si quotano non perché sia una borsa europea, bensì di un paese, l'Olanda, che offre anche la possibilità di essere lì quotati a condizioni fiscali e di governance privilegiate rispetto agli altri paesi europei, Italia in testa. Ed è questa la quintessenza del fatto che non ci sia un vero mercato europeo, visti i trattamenti fiscali e anche giuridici completamente diversi. Nel caso di Amsterdam, Euronext è il mercato di chi si quota per avere una governance più controllabile e pagare meno tasse sugli utili rispetto alle società che si quotano nel loro paese di origine. Come si fa a creare un vero mercato europeo se i trattamenti fiscali dei paesi aderenti e quindi delle Euronext locali hanno trattamenti fiscali e normativi assolutamente diversi?

C'è molto di tutto questo, ma non solo, che giustamente ha fatto scattare la denuncia della Cassa depositi e prestiti, azionista di Euronext, anche per il fatto che l'amministratore delegato della Borsa di Milano sia nominato dalla holding borsistica piuttosto che dall'azionista principale della borsa del paese.

Lo spirito europeo

È vero che il mondo ha ben altre preoccupazioni in questo momento, ma se lo spirito europeo viene ridotto a chi ce l'ha più duro per fare la nomina dell'ad della borsa di ciascun paese membro, si capisce perché anche nel contesto attuale nel mondo l'Europa unita sia solo una sigla. Del resto, basta vedere la differenza che c'è fra membro e membro della Ue anche rispetto alla prepotenza di Donald Trump. Apparentemente, le decisioni sono collegiali. Ma, nonostante l'impegno della presidente Giorgia Meloni, a prenderle prima che si voti sono essenzialmente tre paesi: Francia, Germania e Olanda. Quanto bisogno di unione avrebbe invece l'Europa, proprio in questo momento di scelte cruciali per la difesa dell'Europa. Pessimismo italiano? No, realismo, essendo evidente la realtà. Le baruffe borsistiche al confronto sono quasi niente, ma solo se si parla a livello globale.

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MF Gpt ogni giorno miete successi

Come voi affezionati lettori sapete bene, questa casa editrice è l'unica in Italia ad aver realizzato un sistema di intelligenza artificiale o AI. E MF Gpt ogni giorno miete successi. Naturalmente siamo stati i primi a domandarcelo e anche i primi ad avere una risposta. Nello scibile umano trasformato in digitale, MF Gpt ha più prerogative: prima di tutto la profondità di informazioni e notizie che è raccolto nel serbatoio (mi perdoni Roberto Bernabò, artefice di questo straordinario strumento, se non uso parole tecniche). Class Editori è nata nel maggio del 1986, cioè 40 anni fa. È partita con Class, il mensile della classe dirigente, e in autunno è arrivato Milano Finanza, il primo sistema di informazione totalmente dedicato alla finanza e all'economia. Ma a ruota abbiamo coperto tutto lo scibile di informazione di interesse della classe dirigente, in partnership con i migliori editori europei e americani; Jean-Jacques Servan-Schreiber (fratello dell'autore de Le défi américain, Jean-Louis) aveva creato in Francia il gruppo L'Expansion e con lui abbiamo creato Eurexpansion, del quale sono diventati poi soci tutti i maggiori gruppi editoriali europei, ma anche americani: da Dow Jones ad Handelsblatt a Prisa (El Pais).

Un patrimonio di informazioni, commenti e numeri

Il principio fondamentale dell'associazione operativa era di scambiare fra i soci tutti i contenuti di quotidiani, magazine settimanali e mensili, ufficio studi e via dicendo. Tutti quei dati scambiati erano, allora, ovviamente cartacei. Ma quando siamo stati i primi in Italia a sfruttare il digitale per fare il primo sito di economia, finanza, alta politica, investimenti, strategie politiche, quotazioni delle Borse internazionali, di fatto ci siamo trovati un patrimonio di informazioni, commenti, numeri a partire da 40 anni fa. Se si considera che aderivano appunto da Handelsblatt, il maggior quotidiano tedesco, ai francesi di La Tribune, agli americani del fantastico gruppo The Wall Street Journal, si può capire perché oggi, oltre ad avere la prima AI italiana, l'abbiamo anche ricca di informazioni da tutta Europa e dagli Usa. E in più con copertura da parte di Class editori delle seguenti aree, oltre all'economia e la finanza: Sud d'Italia (grazie alla nostra testata degli anni 80, Capitale Sud), istruzione e università (Campus), tutto quello che interessa nel lifestyle con Gentleman, il mensile di maggior successo oggi in Italia, ma anche con Class e Capital, il mensile di denaro, economia e costume. Nel fashion abbiamo inserito in MF Gpt 29 anni di contenuti, prima di Madame Class e poi del quotidiano MFFashion.

Le classifiche del settore economico finanziario

C’è dentro Mf Gpt una ricchezza e una oggettività di informazioni, numeri, trend e commenti tratti da tutte le nostre pubblicazioni specializzate nell’analisi di bilancio, con le classifiche sulle banche, le assicurazioni, i bilanci di tutte le società con MF Solvency. Global Finance, la nostra casa editrice di proprietà negli Usa, unico editore italiano, da decenni gestisce una banca dati con tutte le classifiche di settore economico finanziario da tutti i principali paesi del mondo: banche, assicurazioni, investment bank, assicurazioni, Fondi e Sicav. In Italia MFIU elabora da trent’anni i dati di borsa italiani ed internazionali per offrire a investitori e trader tutte le analisi per scegliere senza sbagliare. Dal 2000 si sono aggiunti i contributi di Class CNBC, la prima business TV italiana, a cui sono seguiti Class TV Moda e UpTV, canali di informazione su moda, design e urban style. Siamo stati tra i primi in italia, nel 1996, a creare un sito web di informazione economico-finanziaria on line: era quindi più che doveroso, per tutti i nostri lettori, navigatori, spettatori, che fossimo anche i primi a realizzare la AI di MF Gpt, dove la sigla MF non vuol dire solo Milano Finanza e quindi finanza, vuol dire anche maschio/femmina, o mezzoforte, che in musica è una gradazione di intensità moderatamente forte.

La rivoluzione dell’AI

Non siamo stati i primi (e per ora unici in Italia) a realizzare una struttura di AI, ma con questo paragone musicale vogliamo dire anche che il suono, le risposte, di MFGpt, sono il frutto di un lavoro con tono moderato, come sempre abbiamo scritto e parlato, per far sì che i nostri amici lettori possano godere di una rivoluzione come quella della AI senza dover diventare schiavi della penetrazione, per certi versi assurda, che alcuni Big mondiali credono di aver raggiunto comprando a destra e a manca news e dati senza rispondere appieno alla domanda dell'utente di indicare le fonti.

È come mangiare un gelato di 10 o assurdamente 100 gusti nello stesso cono: non si potrà distinguere mai che cos’è cocco e cos’è caffè, e nell'informazione se non si ha la possibilità di sapere con precisione da dove la risposta arriva, l'utente sarà impossibilitato a valutare, senza mandare il cervello all'ammasso.

Siamo piccoli-medi, anzi moscerini rispetto alle migliaia di miliardi di investimenti, ma il gusto delle risposte, se sono formate da più fonti, lo specifichiamo sempre. Perché informazione senza fonte non è informazione, può essere fantasia. E quindi chi mangia il gelato apparentemente si sente soddisfatto per la risposta ricevuta, ma essendo nato dal mix di varie fonti, molto spesso non è una risposta corretta, ma quella di un gelato di 10-15 gusti. L'informazione generale, specifica, di settore, di matematica e geometria o di teatri, è di pessima qualità: è il computer che la cura. Se lo si ascolta, si può anche sbagliare strada nella vita.

Noi da 40 anni miriamo ogni giorno, ogni minuto a informazioni vere e non create dall'arcano dei computer e dei programmi che vengono pagati miliardi di miliardi. MFGpt vuole che chi fa l'interrogazione sappia nel dettaglio, anche in un mix da cui la risposta è nata, da dove viene la fonte. MFGpt ha questo credo, unicamente nell'interesse dell'interrogante, non nell'interesse di chi ha speso migliaia e migliaia di miliardi per potere diffondere spesso assolutamente senza fonti o con le fonti tutte insieme a fine risposta. È la negazione della trasparenza e quindi la possibilità di indirizzare il mondo dove si vuole, da parte di chi gestisce le risposte, facendone un minestrone che risponda ai suoi interessi economici e politici. Se i governi non si svegliano, non conteranno più niente.

P.S. Il paradosso è che a lanciare l'allarme sia stato dalle colonne di The Wall Street Journal, nostro partner da oltre 25 anni, e quindi anche dalle nostre colonne, un signore che si chiama Mark Zuckerberg, cofondatore e ora presidente e Ceo di Meta Platform. Certamente di AI ne sa molto ma curiosamente è rimasto un po’ indietro. Così cerca di recuperare, dicendo una prima verità: che la AI se rimane nelle mani di pochi diventa la maggiore minaccia per la libertà degli esseri umani.

PS 2: ci sono due manager italiani che tengono alta in Francia la bandiera tricolore, ma quella italiana. Uno è Luca de Meo, che sta dando concreti di inversione di tendenza in Gucci e i brand di Kering. L’altro è Francesco Milleri, leader di EssilorLuxottica, che in un mercato complicato ha registrato un forte aumento degli smartglass.