Perché la Serbia dovrebbe essere inclusa nel progetto Lago Adriatico
Perché la Serbia dovrebbe essere inclusa nel progetto Lago Adriatico
L'iniziativa transnazionale «Adriatic Lake» mira a stabilizzare i Balcani prima dell'integrazione nell'Ue. Coinvolgendo Stati balcanici e membri Ue, il progetto punta a trasformare il nazionalismo in apertura europea

di di Carlo Pelanda 28/10/2026 20:29

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L’area balcanica ha un enorme valore sia geopolitico (sicurezza) sia geoconomico (sviluppo) per l’Ue ed è una priorità per la politica estera nonché opportunità per l’industria italiane. La vittoria del movimento degli studenti in Serbia (che in realtà porta nel Parlamento nuovo personale tecnocratico) favorirà la stabilizzazione di questa area ad alta turbolenza conflittuale interna e competizione per l’influenza da parte di attori esterni, rendendo possibile la progressiva inclusione nell’Ue oppure no?

Mi sia permesso di dare subito la risposta perché deriva da uno scenario condizionale che, con visione di ex marinaio triestino, sto sviluppando dal 2002 quando fui consigliere del governo italiano: è necessario un precursore in forma di accordo transnazionale tra Stati balcanici (occidentali e orientali) e dell’Ue, a diversi gradi di convergenza, che stabilizzi e dia ordine all’area prima che questa venga integrata nell’Ue, con lo scopo di ottenere tale scopo. Il nome del progetto strategico conseguente è Adriatic Lake.

La Serbia del dopo Vucic

Va subito detto che la lista degli studenti con leader il cardiologo Sradanovic ha una componente europeista, ma è prevalentemente nazionalista. Così come il leader nazionalista sconfitto, Vucic, è stato definito filorusso, ma – come nella tradizione della ex-Jugoslavia – non lo è nella sostanza.

Semplificando, la Serbia resta nazionalista e c’è bisogno di un periodo dove questo nazionalismo da chiuso diventi aperto più verso l’Ue e meno nei confronti della Cina, che ha puntato molto sulla conquista di Belgrado (12 accordi economici). Va annotato che l’Ue ha un linguaggio di futura inclusione dei Balcani, ma caratterizzato da continui rinvii temporali. Anche questa situazione suggerisce un’organizzazione intermedia transnazionale di preparazione.

Dove i punti più difficili sono il raffreddamento del conflitto tra Serbia e Kosovo, di quello della Bulgaria contro la Macedonia del Nord e dintorni, la soluzione della questione bosniaca e una più forte stabilizzazione dell’Albania, priorità italiana, ma anche luogo per sperimentare una relazione non destabilizzante con la Turchia con una strategia di penetrazione nelle parti islamiche dei Balcani.

Un consorzio privato

Penso che nel progetto transnazionale Lago Adriatico dovrebbero essere incluse l’Ungheria e l’Austria per sperimentare un concetto di accesso al mare poi estendibile alla Serbia, Kosovo e Macedonia del Nord. Ma il punto principale per questo progetto preparatorio dell’adesione all’Ue di tutta l’area balcanica sarebbe l’anticipazione da parte del mondo finanziario europeo (e area Nato): l’area è densa di opportunità minerarie, turistiche e infrastrutturali.

Quindi il progetto Lago Adriatico dovrebbe partire come consorzio di investitori finanziari e industriali privati che si dota di obblighi di conformità utili per dare ordine alle operazioni, dove i governi nazionali interessati e l’Ue promuovano programmi pubblico-privato. Complesso? I soldi sono fonte di semplificazione. (riproduzione riservata)