Dire che l’intelligenza artificiale è una bolla «è un insulto». Così Masayoshi Son, fondatore e amministratore delegato di SoftBank, ha detto agli investitori riuniti in assemblea il 24 giugno, commentando le recenti vendite che hanno interessato diversi titoli del settore. «Credo che sia una blasfemia dire che è una bolla», ha ribadito Son. «L’AI è solo all’inizio. Il suo potenziale si sbloccherà».
L’opinione di Son cozza con quella di altri osservatori che, al contrario, temono che le valutazioni delle società legate all’AI abbiano raggiunto un livello insostenibile e che l’intero comparto sia una bolla destinata a scoppiare. Chi ha ragione? Difficile dirlo con certezza, ma i risultati pubblicati il 24 giugno dalla società di semiconduttori Micron Technology depongono a favore della tesi di Son: Micron ha registrato un aumento di quindici volte dell'utile nel trimestre chiuso a fine maggio e ed è convinta che le cose andranno ancora meglio in futuro.
Chi ha paura della bolla porta come elemento critico l’esplosione delle spese in conto capitale (capex) dei grandi gruppi coinvolti nella corsa.
Secondo l’AI Index dell’Università di Stanford nel 2025 gli investimenti aziendali nell’intelligenza artificiale a livello mondiale hanno superato i 580 miliardi di dollari, che si aggiungono agli oltre 1.000 miliardi di dollari registrati nei quattro anni precedenti. Solo cinque dei cosiddetti hyperscaler (Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Oracle) hanno un capex cumulato di 741 miliardi per il 2026. Un livello che alcuni analisti ritengono insostenibile.
Finora gli investimenti sono però andati di pari passo con un’esplosione degli utili. Da Nvidia ad Alphabet fino ai colossi dei semiconduttori come Tscm e Hk Hynix, i bilanci dei big dell’AI mostrano business in continua crescita. Anche se alcuni analisti fanno notare come i ritorni attribuibili direttamente all’AI siano ancora limitati.
A sostenere il settore è soprattutto l’enorme domanda di capacità di calcolo, che passa dai data center e quindi dai semiconduttori. Chi opera in queste aree, come Micron, non vede nuvole all’orizzonte. Anzi. La coreana Hk Hynix, ad esempio, si sta preparando a sbarcare al Nasdaq (tramite Adr) il 10 luglio per raccogliere 29 miliardi di dollari da usare per due nuovi impianti produttivi, necessari a soddisfare le richieste. (riproduzione riservata)