Perché i Democratici hanno stravinto le elezioni di midterm
Perché i Democratici hanno stravinto le elezioni di midterm
L'aumento dei prezzi e la guerra in Iran hanno influenzato il voto per il Congresso. Gli elettori hanno espresso insoddisfazione per l'economia, favorendo una svolta democratica in stati tradizionalmente repubblicani

di di Andrea Fiano 04/11/2026 20:00

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Tutta colpa dell’inflazione? La vittoria superiore alle attese dei democratici nelle elezioni americane di midterm ha sicuramente anche una motivazione legata all’andamento dell’economia.

L’aumento vertiginoso dei prezzi in genere, e di quelli dell’energia in particolare, hanno sicuramente pesato sulle scelte degli elettori. Anche perché sono l’effetto più immediato e palpabile delle scelte del presidente Trump in materia di dazi, e anche dell’entrata in guerra contro l’Iran con le relative conseguenze sul traffico nello stretto di Hormuz e sui prezzi del greggio in particolare.

Ha pesato l’inflazione

Tanto è vero che dagli exit poll risulta che il 79% dei votanti ha dichiarato che l’inflazione ha pesato nell’ultimo anno in modo marcato o più contenuto sui bilanci delle loro famiglie. Il dibattito sulla costruzione dei data center, e i relativi aumenti del costo dell’energia per i consumatori, hanno anche pesato in modo evidente sul voto in diversi stati americani e registrato un 60-70% di opinioni contrarie nei sondaggi condotti prima del voto.

Gli exit polls mostrano che per il 39% dei votanti l’economia rappresenta il tema più critico del paese, seguito da un 32% che è preoccupato per lo stato della democrazia. Per il 75% degli intervistati lo stato dell’economia americana viene descritto come «non buono» o direttamente «negativo». E circa il 65% dei votanti ha dichiarato senza mezzi termini che le politiche del presidente Trump hanno influito negativamente sull’economia.

L’ex segretario al lavoro Robert Reich, sottolinea però che il risultato non riflette «solo l’andamento dell’economia. Gli americani non sono contenti dell’inflazione, ma il paese non è in una depressione o in recessione. E la disoccupazione resta relativamente bassa». Per lui il voto riflette riflette invece «un populismo contro l’establishment».

Il parere di JD Vance

Viceversa il vicepresidente JD Vance ha sostenuto che i repubblicani «hanno perso» nel midterm «perché abbiamo perso la guerra» in Iran «e lo ha detto il presidente stesso martedi sera».

È solo la terza volta dalla fine della Seconda guerra mondiale che il partito all’opposizione guadagna la maggioranza sia alla Camera che al Senato nelle elezioni di midterm.

Un referendum su Trump

La spiegazione più diffusa è che Donald Trump ha perso in modo netto quello lui stesso che aveva trasformato in un referendum sul suo operato, presentando spesso candidati invisi all’elettorato locale. Ma le dimensioni dell’ondata blu che ha visto eletti democratici di tutte le fazioni e posizioni politiche, dai moderati ai socialisti, sembra segnalare una svolta vera nell’elettorato. Come confermano peraltro le vittorie democratiche in stati considerati fino a ieri saldamente in mano ai repubblicani come Texas, Kansas, Ohio, Florida, e nelle due Caroline.

E ora? Da oggi parte virtualmente la corsa alle presidenziali del 2028. E la performance elettorale degli eletti e degli sconfitti nel voto di midterm, fa da primo filtro sui potenziali candidati. Senza contare che dopo gli entusiasmi dei vincitori e le delusioni degli sconfitti, parte la fase più difficile della convivenza fra i due partiti fino all’insediamento del nuovo Congresso a gennaio. E fintanto che maggioranza e presidente rappresentano partiti diversi, il rischio di veti (della Casa Bianca) e di impasse politico resta molto alto. (riproduzione riservata)