Perché Cristoforo Colombo è partito dalla Spagna alla scoperta delle Indie invece che da Genova? Per lo stesso motivo per cui Gianluigi Aponte ha raggiunto un accordo in Germania con Italo, di cui è il maggiore azionista: si riducono le miglia di rotta.
C'è dietro questo ragionamento all'importante affare raggiunto dalla compagnia ferroviaria nei lander (Msc ne è socio di maggioranza con il 49,23% tramite la sua investment holding). La sigla a Monaco di Baviera tra Italo Holding e Siemens Mobility di un contratto per 26 treni ad Alta Velocità, con opzione per ulteriori 14, e 30 anni di manutenzione, rappresenta un passo decisivo verso l’introduzione della concorrenza in uno dei più grandi mercati ferroviari d’Europa, oltre che un investimento da 3,6 miliardi di euro.
Ma dietro le comunicazioni formali, commentate da Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Italo, c'è proprio la semplicità delle idee del Comandante. Basato con forza con le sue linee di navigazione a Genova, una dorsale ferroviaria che colleghi la Lanterna con uno dei più importanti porti del mondo, quale Amburgo, senza contare la vicina Rotterdam, costituisce un primo passo di integrazione nave-binario, che è alla base non solo del mercato unico ma anche di chi vuole guadagnare con il trasporti di merci e persone.
Napoletano schivo, superstizioso e geniale come solo i suoi concittadini sanno esserlo, quest'uomo che ha lasciato l'amata città partenopea, dove spesso torna con un rapido volo di elicottero, per comandare il suo gruppo da 100 miliardi di euro dalla più tranquilla Ginevra, sa fare le scelte contrarian che caratterizzano un imprenditore coraggioso. Raccontano i pochi bene informati, date le scarse uscite di mister Aponte, che egli si è imbattuto in un problema davvero importante: il veto cinese all'acquisto dei porti nel canale di Panama su cui Msc ha messo da tempo gli occhi e su cui Pechino sta frenando la definitiva acquisizione da Ck Hutchison.
Ebbene, colui che non usa una vita sfarzosa ma centellina le uscite pubbliche come i vestiti, avrebbe fatto un ragionamento chiaro a Pechino: se non mi lasciate passare investirò nella vicina India, vostro colosso e concorrente. Stessa scelta di dialogo è stata fatta con l'Amministrazione di Donald Trump, che avrebbe rassicurato il figlio di Gianluigi, Diego Aponte, che i lettori di MF-Milano Finanza conoscono per una sue recente intervista in qualità di ministro degli Esteri del gruppo: l'affare di Panama, assieme a BlackRock, si farà, così che l'Italia potrà vantarsi un domani di subire la stretta di Hormuz ma di potere innalzare il tricolore dall'altra parte di due oceani. Si vedrà se l’acume tattico di Aponte, sempre pronto a cambiare rotta negli affari, avrà la meglio sulla forza commerciale cinese, che potrebbe accontentarsi di una quota nel deal.
In attesa di capire come andrà a finire questa partita fondamentale per lo sviluppo del business dell'uomo che è partito con due soli traghetti e ha costruito da lì un impero, Aponte e Montezemolo confidano molto nell'accordo in Germania per i loro treni blu, colore scelto in alternativa al rosso sfoggiato in Italia, e ne hanno avuto prova dai colloqui avuti con i ministri del governo Merz.
L'investimento di 3,6 miliardi di euro comprende appunto l'acquisto dei treni - assemblati nello stabilimento Siemens di Krefeld -, l'assunzione e la formazione di 2.500 dipendenti (indotto compreso) nonché investimenti nelle stazioni e nelle infrastrutture informatiche. L'investimento comprende anche un contratto di assistenza della durata di 30 anni, che stabilisce una manutenzione completa nel deposito di Siemens Mobility a Dortmund. Per massimizzare ulteriormente la disponibilità della flotta durante l'intero ciclo di vita dei treni il contratto include Railigent X di Siemens e servizi digitali basati sull'intelligenza artificiale.
Dalla metà del 2028 la compagnia tedesca (controllata da Italo) opererà lungo due corridoi principali: Monaco-Colonia-Dortmund e Monaco-Berlino-Amburgo, servendo 18 città su una rete di 1.300 chilometri con un totale di 50 corse giornaliere. La seconda offre perciò uno sbocco fondamentale nel Mare del Nord.
«La decisione di Italo Holding rappresenta un grande segnale di fiducia nei confronti di Siemens Mobility e dei suoi Velaro, tra i treni ad alta velocità di maggior successo al mondo. E rappresenta un progetto di riferimento e un forte impegno a favore della creazione di valore industriale e dell’innovazione made in Germany», ha affermato Michael Peter, ceo di Siemens Mobility. Raramente si era visto un manager che opera in Germania così contento di fare affari con gli italiani. D'altronde non hanno insegnato anche a loro come si scopre il nuovo mondo? (riproduzione riservata)