Kaleon, ricavi in crescita nel semestre. Il vicepresidente Borromeo: stiamo analizzando nuovi dossier
Kaleon, ricavi in crescita nel semestre. Il vicepresidente Borromeo: stiamo analizzando nuovi dossier
La società guarda alla crescita dell’hospitality con nuovi asset in Italia e all’estero, dal Castello di Vogogna alle suite di lusso di Villa Pallavicino

di Giulia Venini   01/10/2026 13:51

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Ricerca, gestione e valorizzazione: sono i punti di forza di Kaleon. L’ex Sag della famiglia Borromeo-Arese, specializzata nella gestione di patrimoni storici e artistici come le Terre Borromeo sul Lago Maggiore, ha registrato nel primo semestre ricavi consolidati  per 12,3 milioni di euro, in aumento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2025. «Siamo molto soddisfatti, soprattutto perché il primo semestre è storicamente il più debole dell’anno in attesa del picco di luglio e agosto», ha commentato a Milano Finanza Giberto Borromeo, vice presidente esecutivo di Kaleon. 

Ebit e utile netto sono scesi invece rispettivamente a 0,7 milioni (-61,5%) e 0,4 milioni (da 1,3 milioni dello scorso anno). Sul fronte finanziario la società mantiene una cassa netta positiva di 2,2 milioni, in calo dai 3,2 milioni di fine 2025 dopo l’investimento di circa 1,2 milioni in Lago Alto.

Intorno alle 13 del 1° ottobre a Piazza Affari il titolo perde il 2,25%. (riproduzione riservata)

La flessione dell’ebitda e l’andamento dei singoli asset

La flessione dell’ebitda a 2,6 milioni (-9,2%) e dell’ebitda margin al 21% (26,3% nel primo semestre 2025) è motivata principalmente dalla quotazione alla borsa italiana e francese avvenuta lo scorso autunno. «Nel primo semestre del 2025 non avevamo ancora i costi legati allo status di società quotata, né i compensi per i due nuovi membri del cda», ha spiegato Borromeo. «Abbiamo poi investito in risorse umane e sostenuto un incremento dei costi nelle spese di marketing, un potenziamento del mid-management e l’ampliamento della sede di Milano».

Entrando nel dettaglio delle performance, l’Isola Bella sul Lago Maggiore si conferma «un asset solido, con volumi leggermente superiori a quelli del 2025». Quest’anno la sua chiusura verrà posticipata al 22 novembre per via della partnership quinquennale con la Federazione Italiana Tennis e Padel e con le Nitto Atp Finals. L’investimento «valorizza il brand Lago Maggiore e la sponda piemontese» grazie anche a «pacchetti integrati che comprenderanno biglietti per i match, ingressi, soggiorni e trasporti», ha detto il vice presidente esecutivo. 

«Siamo molto soddisfatti anche dal Parco Pallavicino», nel quale è in corso la ristrutturazione dell’omonima Villa dalla quale «ricaveremo tra le 12 e le 14 suite di lusso», ha aggiunto Borromeo. «Nel complesso, sulla componente hospitality puntiamo a raggiungere quota 100 posti letto entro la fine del prossimo anno». 

Nel breve periodo non mancheranno novità: «Stiamo analizzando un dossier nel Nord Italia, uno nel Centro Italia e opzioni anche all’estero».

Il castello di Vogogna 

Dal 1* ottobre prende il via la gestione del Castello di Vogogna nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte. «Per noi è un’operazione altamente strategica: dista appena dieci minuti da Stresa e possiamo gestirlo a costo marginale azzerato, impiegando il personale già presente negli uffici di zona. L’obiettivo è intercettare anche solo una minima percentuale del bacino di circa un milione di biglietti che stacchiamo ogni anno sul Lago Maggiore».

Il mercato francese

Intanto il fronte francese regala soddisfazioni: «A luglio e agosto i volumi della clientela italiana sono leggermente diminuiti a causa del caldo e del caro carburante, ma questa flessione è stata pienamente compensata dall’incremento di visitatori francesi». Del resto in fase di ipo «gran parte dei capitali è stata raccolta proprio sul mercato transalpino, dove abbiamo ingaggiato circa 3 mila azionisti retail. In Italia il pubblico dei piccoli risparmiatori non è ancora abituato a investire direttamente in realtà di questo tipo, mentre in Francia c’è una cultura dell'investimento diffuso molto più radicata».

Il confronto col Lago di Como

Negli anni del fenomeno «Lago di Como», è interessante capire come le altre location del Nord vivano la concorrenza imposta dal turismo lariano, che nel 2024 registrava 1,5 milioni di arrivi (+15,9% sul 2019), quasi 3,8 milioni di presenze (+9,9%) e una spesa complessiva di 684 milioni di euro, con un incremento del 65,4%. Secondo l’Ente del turismo, nello stesso anno il Maggiore segnava 1,4 arrivi totali, con una crescita del 7,7% rispetto al 2019.

Per Borromeo «il Lago Maggiore, dal punto di vista estetico e paesaggistico, non ha nulla da invidiare al Lago di Como, ma paga un deficit storico a livello di infrastrutture e ricettività di alto livello: mancano grandi catene internazionali come Mandarin Oriental o Four Seasons. Questo divario rappresenta per noi una straordinaria opportunità di sviluppo. Cercando di evitare le distorsioni dell’overtourism che colpiscono Como, puntiamo ad attrarre nuova clientela ad alta capacità di spesa». (riproduzione riservata)