Per Autostrade per l’Italia piano da 29,8 miliardi di investimenti
Per Autostrade per l’Italia piano da 29,8 miliardi di investimenti
Il cda di Aspi approva l’invio al Mit del Pef con gli interventi di manutenzione e di ammodernamento della rete autostradale per i prossimi cinque anni. Ecco cosa contiene

di di Andrea Deugeni 18/03/2026 23:00

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Autostrade per l’Italia mette sul tavolo 29,8 miliardi di euro di investimenti per i prossimi cinque anni, 800 milioni in più rispetto alle ipotesi di fine 2025.

Dopo oltre due anni dalla scadenza del vecchio piano economico finanziario arriva finalmente l’approvazione del board di Aspi all’invio del nuovo Pef al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (Mit).

Si tratta del documento con cui la concessionaria guidata da Arrigo Giana e presieduta da Antonino Turicchi, che gestisce i circa 3.000 chilometri di rete autostradale nel Paese, dettaglia gli investimenti in manutenzioni e ammodernamento delle tratte con la previsione delle grandi opere al palo da anni. A cominciare dalla Gronda di Genova, dal Passante di Bologna e dalla A13 Bologna-Ferrara, opere care al dicastero di Matteo Salvini.

Il nuovo assetto societario e il nodo delle tariffe

Atteso prima a novembre e poi a dicembre dello scorso anno, il via libera finale del consiglio della società controllata all’88% dalla holding Hra (51% Cdp Equity e 24,5% a testa ai fondi Blackstone e Macquarie) era stato ancora rinviato in zona Cesarini per ulteriori approfondimenti con il Mit. Pare in relazione ai nuovi sistemi tariffari di pedaggio approvati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art) da cui dipende il rendimento riconosciuto alle concessionarie per gli investimenti fatti.

In sostanza un altro step di sintonizzazione dopo i lavori di cesello dei mesi precedenti per arrivare a una versione condivisa fra gli azionisti Cdp Equity, Blackstone e Macquarie da una parte e ministero dei Trasporti, Tesoro e Palazzo Chigi dall’altra.

L'allungamento della concessione fino al 2046

Ora il Pef con numeri sulle previsioni di traffico, di incremento dei pedaggi e di redditività da riconoscere alla concessionaria (compreso il valore di subentro a fine concessione), lista completa degli interventi sulla rete autostradale e soprattutto previsione dell’allungamento di otto anni della concessione fino al 2046, che dovrà passare al vaglio dell’Art e del Mit per il disco verde finale.


Come ultimo passaggio il dicastero di Salvini potrà farsi carico di andare a negoziare con la Commissione Ue la proroga della scadenza della concessione.

Sostenibilità del debito e gestione degli extra-costi

Di fatto quello con Bruxelles è il secondo tempo della partita, la cui durata è di difficile previsione.

Il vecchio Pef era scaduto a fine 2023 e, rispetto alla precedente proposta di piano da 36 miliardi su cui aveva lavorato l’ex ceo Roberto Tomasi, il documento di Giana - arrivato sulla tolda di comando di Aspi lo scorso aprile - fa leva sull’allungamento della concessione per garantire gli investimenti, la remunerazione dei pedaggi e la sostenibilità del debito evitando di scaricare integralmente gli extra-costi da materiali e standard più stringenti post ponte Morandi al casello. (riproduzione riservata)