L’Italia si avvia verso un rapporto di una persona ultra 65enne per ogni giovane sotto i 20 anni. Una stima elaborata dall’Università Bocconi che fa riflettere sulla tenuta del sistema pensionistico nazionale, anche se ormai molte posizioni previdenziali sono di carattere contributivo. Ma proprio per questo si rischia di andare in pensione sempre più in là con gli anni con un assegno spesso insufficiente.
È uno dei punti su cui si è soffermata con MF-Milano Finanza Alessandra Perrazzelli, direttore scientifico del Center for Digital Regulation Strategy e visiting professor al Politecnico di Milano. La manager è intervenuta al Milan Longevity Summit sullo studio Live Long and Prosper - The Silver Economy della Bocconi.
Perrazzelli ha sottolineato come sta cambiando in maniera veloce la popolazione in Italia, con una quota di giovani che entro il 2050 è attesa scendere dal 31% del 1975 al 15% nel 2050: «avremo un tasso di ultra 65enni che triplica e che rappresenterà un terzo degli italiani spingendo il rapporto di dipendenza degli anziani fino al 98%, ovvero quasi una persona over 65 per ogni individuo sotto i 20».
La conseguenza è il «forte calo del mercato di lavoratori», riprende l’esperta, perché «da oltre 35 milioni del 2000 si scende ai 34 milioni di oggi ai 27,6 del 2050». Il punto, ora, è aiutare le persone a pianificare la propria vita, poiché «sarà sempre più importante insegnare ai giovani a pianificare la posizione pensionistica all’inizio della vita lavorativa».
Servirà «riconsiderare il modo in cui i giovani si equipaggiano per la pensione, anche sul fronte degli investimenti, che dovrebbero essere semplificati magari con piani di accumulo, visto che all’inizio gli stipendi sono bassi, oppure continuare a digitalizzare prodotti finanziari come gli Etf». L’industria assicurativa deve lavorare sull’espansione dei sistemi pensionistici, dice Perazzelli.
Anche perché si vive sempre di più: in Europa l’aspettativa è aumentata di 10 anni nell’ultimo mezzo secolo, facendo emergere la «seconda età adulta». Gli over 50, poi, generano il 34% del pil mondiale e detengono quasi la metà della ricchezza europea. Rappresentano il 50% della spesa che salirà al 60% entro il 2050. Nei prossimi anni è atteso poi il trasferimento generazionale di 5.000 miliardi fra Italia, Francia, Germania, con il rischio di una polarizzazione della ricchezza. (riproduzione riservata)