Il piano del governo di rendere l’Italia più attrattiva passa da un quadro di incentivi fiscali, anche per i pensionati.
Dopo l’ulteriore aumento a 300 mila della flat tax per i Paperoni esteri che decidono di trasferirsi in Italia, il governo punta a incentivare ancora di più «i rientri in Italia, senza alcun maggiore onere per la finanza pubblica, indirizzandoli verso le aree che soffrono lo spopolamento e la riduzione dei servizi necessari alla vita delle persone come scuola, sanità e mobilità». Lo si legge nella presentazione del ddl promosso dal senatore Domenico Matera di Fratelli d’Italia che ha come obiettivo quello di favorire il rientro dei pensionati italiani che vivono fuori dall’Unione Europea e di farli trasferire nei piccoli comuni delle zone interne del Paese. Si tratta, leggendo il sito del governo della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), complessivamente di 124 Aree di progetto, che coinvolgono 1.904 Comuni, in cui vivono 4.570.731 abitanti.
Il beneficio per i pensionati che mettano in atto questa duplice scelta consisterebbe, spiega la proposta in discussione in commissione Finanze di Palazzo Madama, in un’aliquota Irpef sostitutiva e forfettaria del 4% su tutti i redditi non già assoggettati a tassazione in Italia, compresi quelli prodotti all'estero e quelli corrisposti da istituti di previdenza italiani, per un periodo di 15 anni.
Non si tratta di numeri trascurabili. Matera riporta infatti che l’Inps paga pensioni all’estero in circa 160 Stati, con più di 310 mila pensioni italiane erogate all’estero e un ammontare di circa 1,6 miliardi di euro nel solo 2023, pari a circa il 2,3% del totale delle pensioni versate dall’Istituto di previdenza.
Il nuovo regime agevolato al 4% andrebbe di fatto ad ampliare la platea di potenziali beneficiari degli incentivi fiscali per attrarre e riportare capitali in Italia. Esiste già dal 2019, ad esempio, una flat tax al 7% per i pensionati che trasferiscono la propria residenza in uno dei comuni del Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia), o in quelli interessati da eventi sismici nel 2009, 2016 e 2017 con al massimo 200 mila abitanti. (riproduzione riservata)