L’inverno demografico impone al sistema Paese italiano un cambio di passo. Il sistema previdenziale «che conosciamo tutti si regge sul primo pilastro pubblico, che oggi sente il peso della pressione demografica, ma non va sostituito, anzi va affiancato, irrobustito, aggiungendo un'altra gamba». Ecco che come «Istituto che garantisce le pensioni proponiamo un libretto di risparmio da 1.000 euro per ciascun nato all’anno». Lo ha dichiarato il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, intervenendo all'evento organizzato dalla Lega «A tua difesa - Verso la Finanziaria 2027».
Questa misura costerebbe circa 355 milioni all’anno alle casse pubbliche. Si tratta di «una cifra piccola per lo Stato, ma per chi la riceve è enorme, perché fa la differenza tra una pensione dignitosa e una pensione povera domani. Sarà un investimento che riduce il costo delle pensioni povere domani». Concretamente, ha spiegato Fava, il welfare deve passare da un «welfare statico a uno dinamico» e a «un welfare che anticipa, predittivo, cambia la vita delle persone in positivo».
La proposta di un Fondo pensione per i neonati ha raccolto in pochi giorni il sostegno del governo, ma anche di Covip e dell’Ania. Il progetto torna periodicamente alla ribalta, come un fiume carsico, soprattutto a inizio settembre alla vigilia della legge di bilancio. Questa volta, però, potrebbe essere quella buona, almeno a giudicare dall'attenzione che sta ricevendo dagli addetti ai lavori. La ministra del Lavoro Marina Calderone ha confermato che l’esecutivo sta valutando la fattibilità di un fondo per i bebè. (riproduzione riservata)