Patto di Stabilità, l’Ue prepara la risposta a Meloni: «Massima attenzione», ma la flessibilità resta un miraggio
Patto di Stabilità, l’Ue prepara la risposta a Meloni: «Massima attenzione», ma la flessibilità resta un miraggio
Bruxelles lavora per replicare alla lettera della premier sulle spese energetiche, ma mercoledì è attesa una «pagella» severa per l’Italia. Il piano B di Fitto rischia però di aprire lo scontro con le Regioni

di Anna Di Rocco 01/06/2026 14:01

Ftse Mib
49.629,72 16.53.44

-0,81%

Dax 30
24.935,62 16.53.42

-0,67%

Dow Jones
50.812,38 16.58.47

-0,43%

Nasdaq
26.987,96 16.53.56

+0,06%

Euro/Dollaro
1,1614 16.38.34

-0,56%

Spread
73,95 17.08.56

+3,08

La replica è in fase di elaborazione. La Commissione europea è al lavoro per rispondere alla lettera inviata dalla premier Giorgia Meloni alla presidente Ursula von der Leyen per chiedere uno scostamento dal Patto di Stabilità per le spese relative all’Energia, come già avviene per la Difesa.

«Non posso dirvi se arriverà questa settimana, ma posso confermare che la lettera del primo ministro Meloni ha ricevuto la massima attenzione e che la questione è oggetto di indagine. Ci sarà una risposta in merito al contenuto della lettera»,  ha detto la portavoce della Commissione, Paula Pinho, ai giornalisti che le chiedevano quando Palazzo Berlaymont avrebbe risposto alla lettera della premier.

Il nodo dei fondi di Coesione 

Il governo italiano, nell’attesa, non resta con le mani in mano. «Sulla flessibilità continuiamo a lavorare, perché siamo assolutamente convinti che l’aumento dei costi dell’energia, legato a fattori esterni, non debba incidere sul Patto di stabilità», ha detto il vicepremier Antonio Tajani. «Continueremo a lavorare con l’Ue affinché ci possa essere più flessibilità, limitatamente al periodo legato alla crisi di Hormuz, per permettere al governo di sostenere cittadini e imprese, così come già avviene per la Difesa». 

Appare tuttavia sempre più difficile che l’Unione ceda in merito al Patto di Stabilità: la strada che si apre per l’Italia è quella di ricorrere ai Fondi di Coesione, come auspicato dal vicepresidente Raffaele Fitto. Tuttavia l’uso di questi fondi è complicato per due motivi: da un latoapre a uno scontro con le Regioni e dall’altro la loro riprogrammazione richiede almeno tre mesi. In questo scenario, mercoledì 3 giugno la la Commissione presenterà le raccomandazioni economiche di primavera e non è atteso che la «pagella» per l’Italia contenga promozioni. Cosa che potrebbe pesare ancora di più sul «no» di Ursula von der Leyen alla premier Meloni. (riproduzione riservata)