Parla John Elkann: ecco perché non credo alla bolla AI
Parla John Elkann: ecco perché non credo alla bolla AI
Per il presidente di Stellantis e Ferrari, l’Europa ha competenze tech. Su investimenti e start up Bending Spoons è un esempio a cui guardare

di Carolin Roth 17/10/2026 09:00

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Il presidente di Ferrari e Stellantis a Cnbc: la domanda di energia e capacità di calcolo sostiene gli investimenti, ma i modelli di business restano da provare. Per l’Europa la leva sono le competenze. Bending Spoons indica la strada alle startup italiane. La fiducia nel progresso dell’intelligenza artificiale convive con una domanda: quali imprese sapranno trasformare la tecnologia in ricavi? John Elkann individua in questo passaggio il punto da osservare per valutare la corsa agli investimenti. Nell’intervista a Cnbc a margine di Wave by Vento, a Torino, il presidente di Ferrari e Stellantis distingue il fabbisogno di infrastrutture dalla costruzione dei modelli di business. E guarda alle opportunità per i fondatori europei, con Bending Spoons come esempio di un’impresa nata in Italia capace di competere su scala globale.

Domanda. Gli investimenti nell’intelligenza artificiale alimentano i timori di una bolla. Li condivide?
Risposta.
Esistono diversi tipi di bolle. Alcune sono finanziarie, altre nascono dall’accumulo di investimenti e dalla costruzione di infrastrutture. Il fabbisogno di energia e capacità di calcolo richiesto dalle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale è elevato. Occorre distinguere questo fabbisogno da ciò che quelle tecnologie potranno generare in termini di ricavi».


D. Dove vede il rischio?
R.
L’incertezza riguarda i meccanismi di generazione dei ricavi e i modelli di business che nasceranno da queste tecnologie. È su questo terreno che può emergere uno squilibrio. Bisogna capire quali attività potranno svilupparsi e sostenere gli investimenti. Quanto alle bolle e al loro scoppio, conta la direzione del progresso tecnologico.


D. Si considera tra chi crede nella bolla?
R.
Non sono nel campo di chi crede alla bolla. Non penso che le bolle, o il loro scoppio, saranno un ostacolo al progresso e al modo in cui si sta realizzando.


D. Nella corsa tra Stati Uniti e Cina, quale spazio resta all’Europa?
R.
L’Europa e i suoi Paesi possiedono capacità tecniche straordinarie. Ci sono persone di talento, formate in Europa, in grado di usare queste tecnologie e di costruire nuove applicazioni nel mondo fisico e in quello digitale. L’aspetto che trovo stimolante è la possibilità di creare cose che devono essere inventate.


D. Quali opportunità cerca negli investimenti?
R.
Le tecnologie che stanno emergendo cambieranno ciò che facciamo e il modo in cui lo facciamo. Ma negli investimenti mi interessa vedere fondatori che riflettono su ciò che potrebbe esistere: nuove attività, nuovi prodotti, possibilità da costruire. È una parte del cambiamento che trovo entusiasmante».


D. Alle startup europee manca il capitale?
R.
Sono le opportunità a determinare dove gli investitori vogliono andare. Quando crescono le opportunità, cresce il capitale che può raggiungerle. Bending Spoons, Luca Ferrari e i suoi cofondatori sono un buon esempio. Seguiamo il loro percorso e Luca è coinvolto nelle attività di Vento. È il caso di un’azienda nata in Italia che ha un’ambizione globale e sa crescere e competere in mercati diversi.


D. Come si rafforza questo ecosistema?
R.
La presenza di aziende di questo tipo incoraggia altre persone a costruirne e altri investitori a sostenerle. Nel corso del decennio abbiamo visto nascere nuove imprese e crescere una comunità di fondatori, con un’attenzione agli italiani, in Italia e nel mondo. Ciò che hanno saputo costruire alimenta la mia fiducia nelle possibilità del prossimo decennio.(riproduzione riservata)