Parla il generale Roberto Vannacci: non serve spendere per la difesa. La Russia non è una minaccia, compriamo il suo gas
Parla il generale Roberto Vannacci: non serve spendere per la difesa. La Russia non è una minaccia, compriamo il suo gas
Per Vannacci i nemici dell’Europa sono altri, non Mosca. E la flessibilità concessa da Bruxelles è un solo bluff. I consigli al governo sull’energia e le possibili alleanze alle prossime elezioni

di di Luca Carrello 06/06/2026 10:00

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La flessibilità concessa dall’Europa sull’energia? «È una presa in giro perché non si discosta dalla follia del Green Deal». E allora cosa fare? «La priorità è riaprire i rubinetti del gas russo». Ma così non aiuteremo Mosca? «Non è una minaccia per l’Ue: noi spendiamo molto più di loro per le armi». Tra nuovi ingressi, raccolta fondi e con un occhio sempre fisso sulla prossima campagna elettorale, il generale Roberto Vannacci si ferma un attimo a fare il punto con Milano Finanza.

Il suo partito, Futuro Nazionale (Fn), è nato solo quattro mesi fa, ma pare avere già le idee chiare sui principali dossier economici. A partire dalla difesa, chiodo fisso della Commissione da quando è scoppiata la guerra in Ucraina. «Devo ancora capire a cosa serva il riarmo chiesto dall’Europa», spiega Vannacci. «Continuiamo a vedere Mosca come una minaccia anche se spende 190 miliardi di dollari l’anno nella difesa, mentre noi investiamo 390 miliardi, più del doppio».

Non pieghiamoci a Trump

Per il generale, insomma, sono altri i nemici. «Vladimir Putin non ci ha mai attaccato, a differenza della Turchia che nel 1974 ha conquistato quasi il 40% di Cipro, uno Stato membro», ricorda Vannacci. «Quindi abbiamo già una potenza straniera in casa, però la presidente Ursula von der Leyen preferisce concentrarsi su un’invasione potenziale».

L’Europa sta ridefinendo le sue alleanze. Quella con gli Usa si è allentata dopo la stretta sui dazi, e anche le posizioni su Ucraina e Iran sono distanti. «Mi limito a ripetere quanto detto da Henry Kissinger: gli Stati Uniti non hanno alleati ma solo interessi. L’Ue dovrebbe prendere esempio e considerare partner solo chi si comporta come tale. Non dobbiamo essere succubi di Donald Trump, quindi avremmo dovuto ponderare meglio la scelta di portare la spesa militare al 5% del pil».

No al debito comune

Per la Commissione, invece, la difesa è centrale, tanto da mettere sul piatto 150 miliardi con i prestiti di Safe. «Il debito comune è solo un trucco per ridurre la sovranità degli Stati», attacca il presidente di Fn. «L’Ue lo contrae con un tasso poco più basso di quello nazionale, poi ti obbliga a investire sulle sue priorità e non dove c’è realmente bisogno. A questo punto sarebbe meglio indebitarsi da soli». Il problema è che i governi sono frenati dal Patto di Stabilità, che impone una serie di vincoli di bilancio. «I suoi parametri vanno allentati», replica il generale. «Il governo ha commesso un errore a firmarlo».

Sfida a Bruxelles

Finora l’Europa aveva concesso flessibilità solo sulla difesa. Però il balzo dei prezzi di petrolio e gas, dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, ha convinto Bruxelles ad allargare le maglie anche per l’energia, ma solo per gli investimenti green. «La Commissione ci ha preso in giro perché non si è discostata di un passo dalla follia dell’elettrificazione», è il commento del leader di destra che spaventa tutti i partiti per i sondaggi che lo danno in crescita costante.

«Oggi i cittadini hanno bisogno di pagare meno il pieno e le bollette, non di investimenti sul quel che produrremo tra cinque o dieci anni». Secondo il generale, insomma, la flessibilità concessa dall’Ue non eliminerà il problema del caro energia, quello cioè che voleva risolvere l’Italia con il suo pressing su Bruxelles. Per il governo si è trattato comunque di una vittoria, ma Vannacci la pensa diversamente.

«Abbiamo chiesto più spazio di manovra per abbassare di nuovo il costo della benzina e la Commissione ha risposto con un no secco», sottolinea il generale. «A quel punto avremmo dovuto sfidare i vincoli europei per tagliare ancora le accise. Oggi non possiamo fare altrimenti, ma non dobbiamo dimenticare che così la spesa pubblica continuerà a crescere. E oltretutto parliamo di un sostegno orizzontale, anche a chi non ne ha bisogno».

Sì al gas russo

Vannacci avrebbe seguito un’altra strategia per aiutare gli italiani. Un piano che passa dal ricorso a tutte le fonti energetiche disponibili, soprattutto il gas russo. «Dobbiamo tornare a comprare da Mosca perché maggiore sarà l’offerta e più bassi saranno i prezzi», osserva il leader di Fn. «Senza contare che ci sono Paesi europei - come Francia, Spagna, Portogallo, Belgio e Olanda - che fanno di testa loro e hanno deciso di importare più energia dalla Russia».

Ma l’acquisto del gas di Putin è solo uno degli ingredienti della ricetta di Vannacci. «Dobbiamo buttare a mare il Green Deal. Se eliminassimo la tassa Ets risparmieremmo 25 centesimi al litro sulla benzina. E basterebbe abbassare i contributi per le rinnovabili per ridurre il costo delle bollette. L’Europa vuole far sembrare questa forma di energia conveniente, ma in realtà ci porterà da una dipendenza a un’altra visto che le tecnologie per produrla sono in mano alla Cina».

La ricetta di Vannacci

Allora meglio puntare su un pacchetto di fonti diversificate, «con nuove centrali a carbone, risorsa a basso costo e facile da reperire. Dovremmo anche aumentare le concessioni per l’idroelettrico e la produzione di gas e petrolio bloccata dal M5S. E poi andrebbero rivalutati i biocarburanti e le biomasse di origine legnosa, il vero combustibile autarchico». Per il futuro, invece, servirà un programma nucleare italiano. «Qualcuno potrebbe dire che ci vorranno 15 anni», osserva il generale. «Dimentica che per allora il problema energetico non sarà risolto».

Questa è solo parte di un programma che Fn vuole realizzare con «qualsiasi forza politica disponibile a rispettare i nostri principi, su cui non siamo disposti a cedere di un millimetro», conclude Vannacci. «Certo, il nostro interlocutore principale resta la coalizione al governo, ma oggi si comporta come la sinistra mentre dovrebbe tornare a fare la destra». (riproduzione riservata)