Paramount conquista Warner. Netflix si ritira. Ma a Wall Street chi dominerà la scena? Rating e prezzi obiettivo a confronto
Paramount conquista Warner. Netflix si ritira. Ma a Wall Street chi dominerà la scena? Rating e prezzi obiettivo a confronto
In attesa dell’assemblea degli azionisti di Wbd del 20 marzo prossimo e dell’iter autorizzativo dell’operazione che potrebbe sollevare qualche dubbio Antitrust, un primo verdetto è arrivato dal mercato. Con gli analisti che rivedono stime e target price

di di Ester Corvi   27/02/2026 21:03

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Una battaglia dopo l'altra, è il titolo del film scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, grande favorito per gli Oscar 2026, ma una contesa dopo l’altra è anche quella che affrontano i giganti di Hollywood, in un mercato reso sempre più competitivo dal grande attivismo delle piattaforme YouTube e TikTok, che erodono una grande fetta del tempo di visualizzazione. Proprio fra le dispute che hanno focalizzato l’attenzione degli investitori negli ultimi mesi, è giunta a conclusione quella per Warner Bros Discovery (Wbd), che fra Netflix e Paramount Skydance ha visto prevalere quest’ultima. Il gruppo guidato da David Ellison ha infatti aumentato la sua offerta fino a 111 miliardi di dollari, aggiudicandosi Ip (Intellectual property) come Batman, Star Trek, Mission Impossible e Harry Potter, oltre all’emittente televisiva Cnn. Nasce così un gruppo da oltre 70 miliardi di dollari di ricavi, mentre la piattaforma co-fondata da Reed Hastings, che puntava solo a studios e streaming, ha preferito ritirarsi dopo l’ultimo rilancio da 31 dollari per azione avanzato da Paramount per l’intera società, perché il prezzo richiesto per eguagliare questa offerta rendeva, nelle dichiarazioni dell’azienda, «l’accordo non più finanziariamente attraente». Del resto, la società guidata dal ceo David Zaslav nel bilancio dell’ultimo trimestre ha evidenziato progressi significativi nello streaming (HBO Max), che ha raggiunto 140 milioni di abbonati, mentre l'ebitda della tv lineare è sceso del 20% nell'anno, un dato atteso, ma comunque scoraggiante.

Il verdetto del mercato. In attesa dell’assemblea degli azionisti di Wbd del 20 marzo prossimo, che sarà chiamata ad approvare l’offerta di Paramount in via definitiva, e dell’iter autorizzativo dell’operazione che potrebbe sollevare qualche dubbio Antitrust, un primo verdetto è arrivato dal mercato, con il titolo Netflix in rialzo del 10% a circa metà seduta di Wall Street, così come Paramount che guadagna il 14%, mentre Warner perde il 2%. Una reazione emotiva o una tendenza destinata a continuare? Gli analisti delle maggiori investment bank si sono destreggiati fra stime e previsioni, rivedendo prezzi obiettivo e valutazioni, a favore dell’uno o dell’altro titolo. Per Laurent Yoon, specialista di Bernstein, la decisione di Netflix, che può contare su 325 milioni di abbonati a livello globale, di abbandonare il campo crea un risultato vantaggioso per tutti. In particolare, sul colosso di Los Gatos (California) ribadisce il giudizio outperform (performance superiore al mercato). Le ragioni sono presto dette: superata la fase di incertezza, che aveva visto il titolo scendere sotto gli 80 dollari, il management può concentrarsi nuovamente su ciò che guida il proprio business: i fondamentali.

«Questa formula ha funzionato e crediamo che continuerà a funzionare», spiega Yoon, anche se permangono problemi. Le preoccupazioni relative all’engagement persistono, a causa della concorrenza dei social, ma contenuti migliori generano un maggiore coinvolgimento e Netflix sta nuovamente incrementando gli investimenti in tal senso, fino a 20 miliardi di dollari quest’anno. Se decidesse poi di aumentare il prezzo degli abbonamenti, l’impatto sui margini reddituali e sull’utile sarebbe, a parere di Yoon, positivo, grazie al suo «status di utility». Una domanda che rimane però aperta è quali altre opzioni il gruppo guidato da Ted Sarandos potrebbe prendere in considerazione, grazie a una disponibilità di oltre 70 miliardi di dollari, per garantire la sostenibilità a lungo termine del suo motore di produzione e distribuzione di contenuti. In sintesi: ci sono altre prede in vista? Anche James Heaney di Jefferies è ottimista su Netflix (rating buy e target price di 134 dollari), perché ritiene che i timori legati all'engagement e all’intelligenza artificiale siano esagerati. Al contrario vede il potenziale per una crescita accelerata e un'espansione dei margini reddituali nel 2027, sulla scia di un ulteriore aumento del peso specifico negli Stati Uniti.

Paramount e Warner. Nel caso di Paramount il rischio di pagare una cifra troppo elevata per Wbd è controbilanciato da quello di affrontare una traiettoria autonoma ma mediocre di crescita, se non avesse fatto nessuna mossa. Dopo essere entrata in partita, ha cercato di giocarla al meglio, ma ipotizzando che saranno superati gli ostacoli normativi, si troverà con quasi 100 miliardi di dollari di debito e una leva finanziaria superiore a 6 volte, fanno notare da Bernstein. Proprio su questo aspetto dovrà agire il prima possibile. Per Wbd, che ha visto le azioni salire di oltre il 100% da quando Paramount ha manifestato il suo interesse per la prima volta a settembre, lo scenario è invece più incerto. L’offerta vincente di Ellison non sgombra il quadro da altre incognite. A questo proposito, Ric Prentiss, analista di Raymond James, ha abbassato sul titolo il rating a underperform (performance inferiore al mercato) perché l’appeal speculativo che aveva fatto correre il titolo adesso è venuto meno.

Nel frattempo il mercato si interroga già sulle prossime prede. A parere di molti potrebbe essere Lionsgate: è una mini-major molto più agevole da acquisire rispetto a Wbd e il bacino degli interessati potrebbe essere ampio. Ma questa è un’altra sceneggiatura (riproduzione riservata)