Paradisi fiscali, la meta preferita dagli italiani non è più la Svizzera: ecco dove finiscono i soldi che vanno all’estero
Paradisi fiscali, la meta preferita dagli italiani non è più la Svizzera: ecco dove finiscono i soldi che vanno all’estero
L’ultima analisi dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, riportata da ItaliaOggi, segnala diversi avvicendamenti nella lista delle giurisdizioni a rischio. Dal 2024 la Svizzera non è più tra i Paesi monitorati

di Redazione online 19/05/2025 11:48

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Cambia la geografia dei flussi finanziari tra l’Italia e le giurisdizioni a rischio. Dalle destinazioni tradizionali, come la Svizzera, i capitali in uscita dall’Italia si dirigono verso nuovi centri di attrazione come Abu Dhabi, Turchia e Russia. È quanto emerge dall’ultima analisi dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, riportata da ItaliaOggi.

I nuovi poli finanziari

Nel secondo semestre del 2024 Abu Dhabi ha registrato oltre 8 miliardi di euro di bonifici movimentati da e verso banche italiane, superando la Turchia e la Russia, entrambe a quota 6 miliardi. Questo rappresenta un netto aumento rispetto al 2019, quando la capitale degli Emirati Arabi si fermava a 2,5 miliardi, mentre la Svizzera dominava la scena con 22,5 miliardi.

Il cambiamento è stato accelerato dall’accordo bilaterale Italia-Svizzera del 2023 (operativo dal 2024), che ha escluso il Paese elvetico dalla lista dei Paesi a fiscalità privilegiata e, quindi, oggetto di attenzione. L’intesa ha segnato un passo avanti nella cooperazione fiscale tra i due Stati, spostando il focus delle autorità italiane su altre destinazioni.

Croazia e Bulgaria sotto la lente

Nell’elenco delle giurisdizioni monitorate sono invece entrate Croazia e Bulgaria, inserite nella «lista grigia» dei Paesi con carenze sistemiche nella prevenzione di riciclaggio e finanziamento al terrorismo. La Bulgaria ha intrapreso una serie di riforme per migliorare la trasparenza dei registri societari e il controllo degli operatori di valute virtuali, mentre la Croazia sta lavorando per rafforzare la vigilanza su operazioni immobiliari e società di comodo. 

I flussi invisibili

Nonostante i flussi verso giurisdizioni a rischio rappresentino una quota limitata dell’operatività bancaria italiana - circa lo 0,9% in entrata e lo 0,8% in uscita - il loro valore assoluto è significativo, con quasi 90 miliardi di euro movimentati nel semestre.

Il calo rispetto al 2019 (da 50,5 a 49,3 miliardi in entrata e da 45,1 a 40,1 miliardi in uscita) non segnala una riduzione dei rischi, ma piuttosto una perdita di visibilità dovuta alla rimozione della Svizzera dalla lista. I capitali non sono spariti, ma hanno cambiato rotta, muovendosi verso destinazioni meno monitorate. (riproduzione riservata)