Si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti, l’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto Papa Leone XIV al Policlinico Gemelli per l’asportazione di un nodulo polmonare. «Il Santo Padre è rientrato in stanza», ha comunicato la Sala stampa della Santa Sede, intorno alle 19.:50 della serata del 13 ottobre, al termine dell’operazione condotta dall’équipe guidata da Stefano Margaritora, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica del policlinico romano.
L’intervento è stato eseguito con la videotoracoscopia, una tecnica mini-invasiva che consente di operare attraverso piccole incisioni nel torace, evitando l’apertura tradizionale della cavità toracica. La procedura prevede la resezione del nodulo sospetto, di circa un centimetro, e il prelievo dei linfonodi situati intorno ai bronchi e alla trachea.
L’esito dell’esame istologico, in particolare quello relativo ai linfonodi, sarà determinante per stabilire l’eventuale presenza di infiltrazioni e definire il percorso terapeutico successivo. In caso di risultati negativi, l’intervento potrebbe essere stato risolutivo, con la necessità di sottoporre il Pontefice soltanto a controlli periodici, senza ulteriori trattamenti chemioterapici.
La tecnica chirurgica mini-invasiva favorisce, infatti, un recupero più rapido rispetto agli interventi tradizionali. Secondo le indicazioni riportate prima dell’operazione, la degenza ospedaliera potrebbe durare circa una settimana, mentre il Pontefice potrebbe già alzarsi e camminare da domani, compatibilmente con le condizioni cliniche.
In Vaticano non sarebbe stata esclusa la possibilità che Leone XIV possa recitare l’Angelus dalla finestra del decimo piano del Gemelli già domenica prossima, come avvenuto in passato per Giovanni Paolo II e Francesco durante le rispettive degenze. L’ipotesi resta legata all’andamento del recupero postoperatorio.
Mentre il Pontefice era in sala operatoria, da Roma a diverse comunità nel mondo si sono moltiplicate le iniziative di preghiera per accompagnarlo in queste ore delicate.
Alle 18, nella Cappella San Giovanni Paolo II del Gemelli, il cardinale vicario Baldassare Reina ha presieduto la recita del Rosario, invitando parrocchie e comunità religiose a unirsi alla preghiera per il Vescovo di Roma. Tra coloro che pregano per il Papa figurano anche i due vescovi nominati in mattinata dal Pontefice, prima del ricovero: il brasiliano monsignor Francisco Cota de Oliveira e il guatemalteco monsignor Miguel Ángel Martínez Méndez.
A dirigere l’intervento è stato Stefano Margaritora, 66 anni, professore ordinario di Chirurgia toracica e da dieci anni alla guida dell’unità operativa del Gemelli. Laureato all'Università Cattolica nel 1985 e specializzato in Chirurgia generale alla Sapienza di Roma, ha maturato esperienze professionali negli Stati Uniti e al Centro oncologico fiorentino, prima di tornare alla Cattolica come professore di prima fascia.
Nel corso della sua carriera ha eseguito circa 5.500 interventi chirurgici come primo operatore. Negli ultimi 15 anni ha effettuato 3.750 interventi programmati, tra cui 1.200 resezioni polmonari maggiori per patologie oncologiche e non oncologiche, oltre a procedure complesse e interventi in emergenza.
Margaritora è membro di diverse società scientifiche italiane e internazionali, tra cui la Società italiana di chirurgia toracica, l'European Society of Thoracic Surgery e l'American Association for Thoracic Surgery. La sua attività scientifica è documentata da 369 pubblicazioni dedicate, tra gli altri temi, alla chirurgia toracica generale e oncologica, alle terapie integrate in oncologia e alla diagnosi precoce del tumore polmonare
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