Papa Leone XIV a Trump: «Non ho paura. Parlo del Vangelo, non della politica»
Papa Leone XIV a Trump: «Non ho paura. Parlo del Vangelo, non della politica»
Di fronte alle tensioni con il presidente Usa, Leone XIV sceglie una linea netta ma non conflittuale: rifiuta lo scontro personale, denuncia l’uso distorto della religione e rilancia il suo impegno per la pace, il dialogo e la riconciliazione, anche nel segno del viaggio in Africa

di di Giusy Iorlano  13/04/2026 13:57

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Nessuna risposta polemica, nessun attacco diretto. Leone XIV sceglie una linea diversa: fermezza sui principi, rifiuto dello scontro personale.

«Piuttosto cerchiamo sempre la pace e smettiamola con le guerre. Non ho paura della amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo, non sono un politico». Papa Leone XIV ha replicato così a Donald Trump dopo il duro attacco del presidente Usa in un post sui social domenica sera, accusando il pontefice di essere «debole» sulla criminalità, «terribile» in politica estera e di «assecondare la sinistra radicale».

La linea: pace e Vangelo, non politica

Il Papa non nasconde poi la sua preoccupazione per un uso distorto del linguaggio religioso nel dibattito pubblico: «Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato nel modo in cui alcune persone stanno facendo».

E rilancia, indicando la direzione del suo pontificato: «Io continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra, a cercare di promuovere la pace, il dialogo multilaterale tra gli stati per cercare la giusta soluzione ai problemi».

Infine, riporta tutto all’essenziale, al cuore del cristianesimo: «Il messaggio della Chiesa è il messaggio del Vangelo, beati i costruttori di pace: io non guardo al mio ruolo come un politico, non voglio entrare in un dibattito con lui. Troppa gente sta soffrendo nel mondo».

Il viaggio in Africa e il ponte di Sant’Agostino

Parole che si intrecciano con il significato stesso del viaggio africano appena iniziato. Salutando i giornalisti, Leone XIV ha infatti voluto sottolineare il valore simbolico della prima tappa, legata alla figura di Sant'Agostino: «Come sapete sono molto contento di visitare di nuovo la terra di Sant’Agostino, che offre un ponte molto importante nel dialogo interreligioso, è molto amato nella sua terra, come vedremo. E allora l’opportunità di visitare i luoghi della vita di Sant’Agostino, dove lui era vescovo».

Un viaggio che il Papa definisce anche come un dono: «Oggi è veramente una benedizione per me personalmente, ma credo anche per la Chiesa e per il mondo, perché dobbiamo cercare sempre ponti per costruire la pace e la riconciliazione».

E ancora, con uno sguardo che abbraccia l’intero continente e oltre: «Questo viaggio rappresenta davvero una opportunità preziosissima per continuare con la stessa voce, con lo stesso messaggio, perché vogliamo promuovere la pace, la riconciliazione e il rispetto, la considerazione per tutti i popoli».

Così, mentre le tensioni internazionali si accendono e il confronto con la Casa Bianca si fa più duro, il Papa sceglie di non cambiare registro. Nessuna contrapposizione, ma una linea coerente: costruire ponti, fermare le guerre, dare voce a chi soffre. Una risposta che, più che replicare all’attacco, lo supera.(riproduzione riservata)