Nessuna risposta polemica, nessun attacco diretto. Leone XIV sceglie una linea diversa: fermezza sui principi, rifiuto dello scontro personale.
«Piuttosto cerchiamo sempre la pace e smettiamola con le guerre. Non ho paura della amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo, non sono un politico». Papa Leone XIV ha replicato così a Donald Trump dopo il duro attacco del presidente Usa in un post sui social domenica sera, accusando il pontefice di essere «debole» sulla criminalità, «terribile» in politica estera e di «assecondare la sinistra radicale».
Il Papa non nasconde poi la sua preoccupazione per un uso distorto del linguaggio religioso nel dibattito pubblico: «Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato nel modo in cui alcune persone stanno facendo».
E rilancia, indicando la direzione del suo pontificato: «Io continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra, a cercare di promuovere la pace, il dialogo multilaterale tra gli stati per cercare la giusta soluzione ai problemi».
Infine, riporta tutto all’essenziale, al cuore del cristianesimo: «Il messaggio della Chiesa è il messaggio del Vangelo, beati i costruttori di pace: io non guardo al mio ruolo come un politico, non voglio entrare in un dibattito con lui. Troppa gente sta soffrendo nel mondo».
Parole che si intrecciano con il significato stesso del viaggio africano appena iniziato. Salutando i giornalisti, Leone XIV ha infatti voluto sottolineare il valore simbolico della prima tappa, legata alla figura di Sant'Agostino: «Come sapete sono molto contento di visitare di nuovo la terra di Sant’Agostino, che offre un ponte molto importante nel dialogo interreligioso, è molto amato nella sua terra, come vedremo. E allora l’opportunità di visitare i luoghi della vita di Sant’Agostino, dove lui era vescovo».
Un viaggio che il Papa definisce anche come un dono: «Oggi è veramente una benedizione per me personalmente, ma credo anche per la Chiesa e per il mondo, perché dobbiamo cercare sempre ponti per costruire la pace e la riconciliazione».
E ancora, con uno sguardo che abbraccia l’intero continente e oltre: «Questo viaggio rappresenta davvero una opportunità preziosissima per continuare con la stessa voce, con lo stesso messaggio, perché vogliamo promuovere la pace, la riconciliazione e il rispetto, la considerazione per tutti i popoli».
Così, mentre le tensioni internazionali si accendono e il confronto con la Casa Bianca si fa più duro, il Papa sceglie di non cambiare registro. Nessuna contrapposizione, ma una linea coerente: costruire ponti, fermare le guerre, dare voce a chi soffre. Una risposta che, più che replicare all’attacco, lo supera.(riproduzione riservata)