Paolo Zampolli, l’inviato speciale di Trump: «Giuseppe Conte? L’ho invitato io. Ho visto anche Abodi e monsignor Paglia»
Paolo Zampolli, l’inviato speciale di Trump: «Giuseppe Conte? L’ho invitato io. Ho visto anche Abodi e monsignor Paglia»
Nella settimana della sconfitta di Meloni al referendum fino all’eliminazione degli Azzurri dai Mondiali di calcio negli Stati Uniti, Zampolli è sempre stato in Italia per una missione di «sport diplomacy» trovando anche il tempo per una colazione con «Giuseppi» Conte. Il suo racconto a Milano Finanza

di Marcello Bussi 02/04/2026 11:40

Ftse Mib
44.884,49 15.25.49

-1,82%

Dax 30
22.763,30 15.25.51

-2,30%

Dow Jones
45.934,47 15.30.43

-1,36%

Nasdaq
21.840,95 7.25.15

+1,16%

Euro/Dollaro
1,1525 15.10.41

-0,77%

Spread
90,51 15.40.25

+4,30

Paolo Zampolli torna in Italia per qualche giorno e subito si scatena un putiferio. Ma una cosa è certa: tutti vogliono parlare con lui. Segno che come influencer Federico Leonardo Lucia, detto Fedez, non è molto ascoltato tra i palazzi che contano.

Ben contento di vederlo è stato Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Non poteva essere altrimenti, visto che il suo operato da presidente del Consiglio era stato molto apprezzato da Donald Trump ai tempi del primo mandato alla Casa Bianca, tanto da gratificarlo con un tweet in cui veniva chiamato «Giuseppi». E poiché Zampolli è da tempo immemorabile amico di Trump, non è affatto strano che Conte lo abbia incontrato a colazione in un noto ristorante romano.

Gli incontri romani

«Conte lo conosco da tanti anni, è una persona molto intelligente, simpatica», dice a Milano Finanza Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti d’America per le partnership globali. Che rivela: «Gli ho mandato un messaggio per avvertirlo che ero a Roma e così ci siamo visti».

«Io comunque ero a Roma per sport diplomacy, tanto è vero che ho incontrato il ministro dello Sport Andrea Abodi», precisa Zampolli. «Abbiamo discusso dell’importanza di avanzare la diplomazia sportiva in linea con l’agenda visionaria di Marco Rubio, Segretario di Stato degli Stati Uniti».

Resta il fatto che il viaggio in Italia di Zampolli avviene in giorni in cui accadono molte cose: l’inviato speciale di Trump venerdì 20 marzo è a cena da Cipriani a Milano, due giorni prima del referendum sulla giustizia che vedrà la sconfitta di Giorgia Meloni (per propiziarsi il favore dell’elettorato giovanile la premier, forse mal consigliata, era stata ospite del podcast di Fedez e Davide Marra).

Poi Zampolli si sposta a Roma per una visita ufficiale dedicata alla diplomazia sportiva. Il 29 marzo, la Domenica delle Palme va alla messa celebrata da monsignor Vincenzo Paglia, che ricopre incarichi di primo piano legati all’etica dell’intelligenza artificiale per conto della Santa Sede.

Tra bombardieri e Mondiali di calcio

Emerge poi che nella notte tra il 27 e il 28 marzo l’Italia ha negato il permesso di atterraggio ad alcuni bombardieri statunitensi che stavano per dirigersi verso il Medio Oriente senza aver richiesto la necessaria autorizzazione preventiva al governo italiano. Un caso Sigonella 2.

Di carne al fuoco ce n’è fin troppa. E come se non bastasse martedì 31 l’Italia viene eliminata dai Mondiali di calcio che si terranno tra giugno e luglio negli Stati Uniti (con appendici in Messico e Canada). La sua missione di «sport diplomacy» non ha portato troppo bene alla Nazionale.  (riproduzione riservata)