Pagare a rate per arrivare a fine mese: così cambiano le abitudini dei consumatori italiani
Pagare a rate per arrivare a fine mese: così cambiano le abitudini dei consumatori italiani
Ben 8 italiani su 10 ricorrono ai pagamenti rateali. Anche per piccole spese tra cui auto, veterinario e formazione, secondo la nuova ricerca di Younited

di Francesca Gerosa 02/09/2026 11:50

Ftse Mib
51.652,65 12.53.54

-0,51%

Dax 30
25.742,97 12.53.49

-0,87%

Dow Jones
52.766,93 12.23.09

-0,79%

Nasdaq
26.098,61 7.25.15

-1,03%

Euro/Dollaro
1,1569 12.38.53

-0,20%

Spread
85,82 13.08.30

+1,27

Non più solo smartphone, elettrodomestici o acquisti importanti. Il pagamento a rate sta entrando sempre più nella gestione quotidiana del budget degli italiani e si estende a spese che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile associare a questa modalità di pagamento: dalla manutenzione dell'auto alle cure veterinarie, fino alla formazione professionale e alle spese funerarie.

Il 78% degli italiani usa il pagamento a rate

A fotografare il fenomeno è la nuova ricerca di Younited, leader europeo nel credito istantaneo, realizzata con Bamboo Research su 3.000 consumatori in Italia, Francia e Spagna. In Italia il 78% degli intervistati che negli ultimi sei mesi ha effettuato un acquisto di valore compreso tra 200 e 50.000 euro dichiara di aver utilizzato il pagamento in più rate, una percentuale sostanzialmente in linea con quella registrata in Francia (79%) e Spagna (83%).

A spingere gli italiani verso questa modalità è soprattutto l'esigenza di distribuire le spese nel tempo, indicata dal 36% come principale motivazione. E il dato assume una valenza ancora più significativa considerando che il 27% degli italiani afferma che pagare l'intero importo immediatamente renderebbe più difficile arrivare alla fine del mese. 

Importi distribuiti su un arco temporale più lungo

Cambiano anche le modalità di utilizzo. In Italia soltanto il 34% dei pagamenti rateali viene suddiviso tra 2 e 4 scadenze, contro il 38% della Spagna e il 56% della Francia, evidenziando una maggior propensione degli italiani a distribuire gli importi su un arco temporale più lungo.

Anche per piccole spese

Ma è soprattutto osservando che cosa gli italiani sarebbero disposti a pagare a rate che emerge la trasformazione delle abitudini di consumo. Accanto alle categorie tradizionalmente associate alla dilazione, come elettrodomestici, smartphone ed elettronica, compaiono infatti spese molto diverse tra loro: il 59% prenderebbe in considerazione il pagamento rateale per la manutenzione dell'automobile, il 45% per le spese veterinarie e sempre il 45% per corsi e formazione professionale.

Ancora più significativo è il fatto che il 41% lo valuterebbe per sostenere spese funerarie, mentre il 38% lo utilizzerebbe per prodotti di seconda mano e il 37% per acquisti nel lusso e nell'orologeria.

Il fenomeno non riguarda inoltre soltanto l'e-commerce. Sebbene oltre la metà degli utilizzatori nei tre Paesi abbia fatto ricorso al pagamento frazionato online, in Italia il 41% dei pagamenti dilazionati avviene ancora nei negozi fisici, una quota superiore al 39% rilevato in Francia e vicina al 44% della Spagna. 

La possibilità di dilazionare il pagamento ha anche un impatto sulla relazione tra consumatori e retailer: il 65% degli italiani dichiara che la disponibilità del pagamento in più volte aumenta la propensione a tornare ad acquistare presso lo stesso negozio o sito. Allo stesso tempo, la diffusione di queste formule sta progressivamente trasformando il pagamento rateale da elemento distintivo a servizio ormai atteso: a livello europeo, oltre due terzi degli intervistati dichiarano interesse anche per ulteriori vantaggi, come sconti, cashback o formule di ritiro dell'usato.

La nuova normativa europea sul credito al consumo

Il quadro è destinato a evolvere ulteriormente con l'applicazione della nuova normativa europea sul credito al consumo, che allargherà il perimetro regolamentare ad alcune forme di pagamento frazionato fino a oggi non ricomprese. Nella ricerca, il 40% dei consumatori considera il nuovo quadro necessario per garantire maggiore protezione e circa il 30% ritiene che potrà aumentare la propria fiducia in queste soluzioni; il 19% teme invece procedure più complesse e il 18% un accesso più difficile.

Piscitelli (Younited Italia): costruire soluzioni capaci di offrire flessibilità e semplicità

«Emerge un cambiamento strutturale nelle abitudini di pagamento degli italiani: il ricorso alle rate non è più legato soltanto ai grandi acquisti, ma sta diventando uno strumento sempre più presente nella gestione quotidiana del budget, anche per spese impreviste o necessarie», ha commentato Stefano Piscitelli, ceo di Younited Italia. L'estensione a categorie come la manutenzione dell'auto, le cure veterinarie o la formazione mostra quanto stia cambiando il rapporto tra consumatori, credito e acquisto.

«Per retailer e operatori del settore questo significa andare oltre la semplice disponibilità di un'opzione di pagamento: occorre costruire soluzioni capaci di offrire flessibilità e semplicità, ma anche trasparenza e sostenibilità», precisa Piscitelli, concludendo che «è su questo equilibrio che si giocherà la prossima fase di sviluppo del mercato, anche alla luce di un quadro regolamentare europeo che punta a rafforzare ulteriormente la tutela e la fiducia dei consumatori». (riproduzione riservata)