Oro da record: target a 7.000 dollari secondo gli analisti. Cosa sta spingendo il rally
Oro da record: target a 7.000 dollari secondo gli analisti. Cosa sta spingendo il rally

di Elena Dal Maso 21/01/2026 14:10

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Il prezzo dell’oro ha toccato nuovi massimi già nelle prime contrattazione asiatiche di mercoledì 21 gennaio a 4.881 dollari per oncia. Un rally del 12,6% da inizio anno e di oltre il 76% nel corso degli ultimi dodici mesi trainato dai mercati alla ricerca di un approdo sicuro a causa della volatilità innescata dalla politica aggressiva del presidente Usa, Donald Trump che continua a minacciare nuovi dazi e annessioni.

Dopo un 2025 da record, l’oro entra nel 2026 con uno slancio ancora forte spinto dalle tensioni geopolitiche, dal calo dei tassi reali e dalla diversificazione di portafoglio di investitori e banche centrali rispetto al dollaro che finisce per rafforzare il metallo giallo diventato il principale bene rifugio. È quanto ritengono gli analisti che hanno alzato le previsioni sul prezzo dell’oro.

Oro a 7.150 dollari?

Gli esperti interpellati dalla London Bullion Market Association prevedono che il prezzo possa sfondare i 5.000 dollari quest’anno, citando aspettative di tassi reali statunitensi più bassi, allentamenti della Federal Reserve e una diversificazione delle banche centrali con la cessione del dollaro. Julia Du, senior commodities strategist di ICBC Standard Bank, vede il prezzo dell’oro spingersi fino a 7.150 dollari. L’oro resta la storia principale dopo un 2025 da record», ha scritto la Lbma.

Anche Goldman Sachs ha ribadito l’orientamento rialzista, definendo l’oro l’investimento più convincente, spinto da un cambiamento negli acquirenti del metallo: «l’oro resta la nostra posizione più solida di lungo termine nello scenario base: il prezzo entro fine anno sarà 4.900 dollari», il commento di Daan Struyven, co-responsabile della ricerca globale sulle commodities della banca d’affari statunitense. Nella nota viene messo in evidenza che gli acquisti delle banche centrali hanno spinto i guadagni nel 2023 e 2024, mentre il rally ha accelerato nel 2025 grazie all’aumento della domanda del settore privato.

«I privati stanno iniziando a diversificare in oro attraverso diversi canali», ha aggiunto, citando i flussi negli Etf come prova chiara di questo cambiamento, sebbene sia difficile separare la domanda retail da quella istituzionale. Secondo Goldman Sachs, la domanda proviene principalmente da società di private wealth, asset manager, hedge fund e fondi pensione. Per molti sostenitori dell’oro, la geopolitica resta lo sfondo principale. Nicky Shiels, responsabile della strategia metalli di Mks Pamp, ha spiegato che il ciclo attuale non somiglia a un picco speculativo. Vede il prezzo dell’oro fino a 5.400 dollari entro dicembre.

«L’oro è salito del 60%, quindi non vedremo un ritorno simile, ma 5.400 dollari rappresentano un buon +30% anno su anno», ha aggiunto. «Si tratta di una corsa secolare. Non è un picco momentaneo di una materia prima». Secondo Shiels, le tensioni geopolitiche non stanno svanendo. I recenti momenti caldi come il blitz degli Stati Uniti in Venezuela e le mire di Washington per annettere la Groenlandia hanno solo intensificato la fuga degli investitori verso l’oro. «Stiamo entrando in un mondo in cui... c’è una forte domanda di metalli e materie prime critiche in questo decennio», ha concluso Shiels. (riproduzione riservata)