Occorrerà verificare se e quanto le ultime vicende politiche tedesche, con l'affermazione del partito di estrema destra AfD e della formazione di sinistra Linke, influiranno sulla progettata acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit che ormai ne detiene oltre il 49%. La contrarietà della ceo di Commerz Bettina Orlopp sembra venuta meno e addirittura le cronache hanno scritto di un suo possibile abbandono del vertice dell'Istituto.
Naturalmente fondamentale sarà la definitiva posizione del governo tedesco, che detiene il 12% di Commerz e che in passato si è dimostrato nettamente contrario all'acquisizione in questione, ammorbidendo poi la sua posizione fino a un atteggiamento ritenuto aperturista.
Dopo la sconfitta della Cdu, il partito del cancelliere Friedrich Merz, nelle recenti tornate elettorali regionali e la prova che senz'altro si attendeva migliore dell'alleata di governo, la Spd, ci si può domandare se le dure contestazioni del cancellierato, centrate su altri temi, ma involgendo pure una debolezza e indeterminatezza in generale dell'azione dell'esecutivo, non si riflettano anche sulle posizioni per il settore bancario e finanziario.
Di qui la necessità di una sempre più accorta posizione negoziale da parte di Unicredit. In questo quadro è difficile valutare, qualora le notizie diffuse nelle cronache siano fondate, l'ipotesi di un potenziamento dei rapporti di Unicredit con le Generali, di cui possiede il 9%, per sfruttare ai fini del risparmio gestito la formidabile rete integrata che potrà risultare dall'aggregazione delle due partecipate tedesche di Unicredit, Commerz, appunto, e Hvb.
Si tratta di un disegno che (si ripete: ammesso sia rispondente al vero) sicuramente allerterebbe Allianz, che tra l'altro ha antichi rapporti con Unicredit e sarebbe difficile che possa agevolare la definizione, una buona volta, dell'acquisizione o aggregazione di Commerz.
Per di più l'operazione farebbe astrazione da ciò che potrà avvenire, se andrà a buon fine l'offerta di Intesa Sanpaolo sul Montepaschi (con l'acquisizione del 13% del Leone finora detenuto da Mediobanca).
Naturalmente è giusto che si manifesti la più ampia concorrenza, senza mai dimenticare la stabilità, e che non sussistano accordi spartitori o limitazioni concordate.
Ma in questo caso si tratta innanzitutto di non aumentare la complessità di un'operazione che complessa lo è già sotto molti punti di vista, di non accrescere i fronti con cui confrontarsi e di sfruttare subito le aperture tedesche che si sono manifestate, sempre che si consolidino, senza dare l'impressione di uno schieramento «straniero» che intenderebbe estendersi in Germania.
Il rasoio di Occam, che vuole con rigorosa dimostrazione che si taglino complicazioni e ipotesi inutili nei discorsi e nelle argomentazioni, è estensibile anche alle negoziazioni e addentellati in questione. Se ne dovrebbero trarre le conseguenze. (riproduzione riservata)