Ops Unicredit – Commerzbank, Jefferies compra e si porta all’11,9%
Ops Unicredit – Commerzbank, Jefferies compra e si porta all’11,9%
La merchant americana si rafforza in vista della chiusura dell’offerta di Unicredit e sale all’11,9% nella banca tedesca per ragioni di hedging. Parte della quota potrebbe essere portata in adesione prima della chiusura

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 30/06/2026 21:00

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Jefferies torna a crescere nel capitale di Commerzbank a pochi giorni dalla chiusura dell’ops di Unicredit. La banca d’investimento americana, da sempre in buoni rapporti con Piazza Gae Aulenti e con il ceo Andrea Orcel, ha arrotondato dal 10,23% all’11,9% la propria partecipazione attraverso acquisti di azioni.

Secondo quanto si apprende, la quota sarebbe stata costruita con finalità di hedging per coprire i derivati in essere con la controparte di Unicredit nel corso della scalata. Accanto a Jefferies si sono mosse anche Nomura, Bofa e altre merchant americane che hanno strutturato posizioni analoghe tra il 2024 e lo scorso anno.

L'andamento del titolo e i risultati dell'offerta

Questi ultimi acquisti arrivano dopo che il titolo Commerz ha toccato i massimi storici a 38,5 euro in scia alla riapertura dell’offerta che si concluderà definitivamente venerdì 3. Alla conclusione della prima fase dell’ops Piazza Gae Aulenti aveva raccolto adesioni pari al 12,41% portando la quota in azioni al 39,18%.

Ad alzare ulteriormente l’asticella sono stati i derivati a consegna fisica (3,2%) che già erano in grado di garantire a Orcel il controllo di fatto sull’assemblea di Commerz. Sommati a questi i derivati cash-settled, la quota potenziale si portava al 55,6%, ben al di sopra della maggioranza assoluta del capitale.

Le ipotesi sulle strategie delle merchant bank

L'ipotesi ventilata dai vertici di Commerzbank è che lo sprint finale delle adesioni sia stato favorito dall'attività delle merchant bank vicine a Unicredit. Due gli scenari delineati: nel caso di derivati con consegna fisica, le merchant bank avrebbero acquistato azioni Commerz per coprire la propria esposizione e, al momento opportuno, le avrebbero conferite all'ops, chiudendo contestualmente il derivato; nel caso di derivati regolati per cassa, pur non essendo obbligate a consegnare i titoli, avrebbero comunque acquistato azioni Commerz per coprire il rischio assunto nei confronti di Unicredit, apportandole all'offerta dopo aver chiuso o ristrutturato il contratto.

Secondo alcune ricostruzioni, inoltre, una parte degli swap sarebbe stata collegata direttamente alle azioni già conferite all'offerta (tendered shares) anziché alle azioni ordinarie: una struttura che avrebbe consentito alle merchant bank di aderire all'ops mantenendo al tempo stesso una posizione sostanzialmente neutrale nei propri bilanci. Entrambi i comportamenti sarebbero stati pienamente leciti, anche perché Unicredit ha sempre comunicato al mercato la propria esposizione in derivati.

Adesso comunque resta da capire se l'aumento della quota di Jefferies risponda esclusivamente a esigenze di copertura o se possa alimentare un nuovo flusso di adesioni all'offerta prima della chiusura. Nel frattempo Piazza Gae Aulenti è tornata a guardare anche al mercato italiano come dimostra la presentazione dei una proposta per l’acquisto di BdM Banca, ex Popolare di Bari. (riproduzione riservata)