OpenAI passa al contrattacco di Apple: «Non sanno tenere i loro talenti e per questo ci fanno causa»
OpenAI passa al contrattacco di Apple: «Non sanno tenere i loro talenti e per questo ci fanno causa»
La causa presentata dalla Mela di Cupertino lo scorso mese per violazione dei segreti commerciali è «infondata e pretestuosa», accusa la società madre di ChatGpt

di Marco Capponi 06/08/2026 10:45

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Alta tensione tra OpenAI e Apple. Il motivo? L’emorragia di talenti che sono fuggiti dalla Mela di Cupertino, attratti dal colosso dell’intelligenza artificiale di Sam Altman.

Secondo quanto riportato dal Financial Times OpenAI ha accusato Apple di tentare di frenare questo esodo di dipendenti verso la società produttrice di ChatGpt con una causa per violazione di segreti commerciali «infondata e pretestuosa», intentata lo scorso luglio.

Il contrattacco di OpenAI

Si tratta della prima confutazione legale da parte di OpenAI rispetto alle accuse di Apple, secondo cui la startup avrebbe utilizzato ex e attuali dipendenti della casa di Cupertino per sottrarre informazioni sui suoi progetti hardware segreti, proprio mentre OpenAI si prepara a lanciare il proprio dispositivo basato sull'intelligenza artificiale.

Con questa causa, Apple sta cercando di «compensare le proprie lacune nel mercato dei talenti e nel trattenere i propri dipendenti, nonché i propri fallimenti nell'integrare l'AI nei suoi prodotti», ha affermato OpenAI in un atto depositato presso una corte federale della California.

OpenAI: la legge incentiva lo scambio di talenti

Tuttavia, prosegue l’atto, «la legge e le politiche della California non solo consentono, ma incoraggiano tale mobilità dei dipendenti, alla quale viene riconosciuto il merito di aver alimentato la rivoluzione tecnologica che ha reso le aziende di questo stato l'invidia del mondo».

Il caso offre una rara panoramica su come si sia deteriorato il rapporto tra la seconda azienda quotata di maggior valore al mondo e lo sviluppatore di modelli di intelligenza artificiale di Sam Altman, valutato 852 miliardi di dollari e in aria di ipo.

OpenAI sostiene inoltre che Apple non sia riuscita a identificare informazioni riservate specifiche che sarebbero state rubate e che abbia erroneamente affermato che le informazioni relative ai suoi fornitori fossero proprietarie e non potessero essere ottenute legalmente o pubblicamente.

La collaborazione tra le due aziende

Eppure, tra i due colossi il clima non è sempre stato così rovente. La causa di Apple di luglio è arrivata appena due anni dopo che le due società avevano stretto una partnership per portare nuove funzionalità di AI basate su ChatGpt sui dispositivi della Mela.

Il produttore dell'iPhone ha successivamente stretto una partnership con Google a gennaio, utilizzando i suoi modelli Gemini per alimentare Siri AI: una mossa che, scrive il FT, è stata vista come uno sgarbo a OpenAI, sebbene l'integrazione di ChatGpt esista ancora sui dispositivi Apple. (riproduzione riservata)