Avere il modello di intelligenza artificiale più efficiente, o più veloce, non basta più. Ora la competizione tra OpenAI e Anthropic - le due aziende statunitensi che si contendono la leadership nell’AI generativa - si sta spostando sul prezzo. Secondo il Financial Times, entrambe le aziende stanno introducendo modelli più economici per difendere la propria base di clienti sia l’una dall’altra sia dalla crescente concorrenza dei rivali cinesi.
Aziende come DeepSeek e Moonshot stanno infatti sviluppando modelli sempre più competitivi, riducendo il divario rispetto alle soluzioni americane, e open source, che possono essere scaricati e modificati dagli sviluppatori. Questa maggiore libertà, unita a costi inferiori, li sta rendendo attrattivi, soprattutto per le imprese.
OpenAI ha quindi ridotto significativamente il prezzo del modello GPT-5.6 Luna, portando il costo dei token di input da 1 dollaro a 0,20 dollari per milione e quello dei token di output da 6 dollari a 1,20 dollari per milione secondo il Financial Times.
Anche Anthropic ha scelto di intervenire sui prezzi con il lancio di Claude Opus 5. Il nuovo modello viene proposto a 5 dollari per milione di token di input e 25 dollari per milione di token di output, circa la metà del prezzo del modello di punta Fable 5. Inoltre, l’azienda ha annullato un aumento dei prezzi per il modello Sonnet 5 che sarebbe dovuto scattare a settembre.
Il costo dei token non è l’unico parametro indicativo di quanto un modello sia costoso (molto dipende anche dal numero di token necessari a completare le attività), ma il taglio del prezzi dei due leader del settore è indice di una crescente pressione competitiva. (riproduzione riservata)