Opas Tim, Poste Italiane rilancia. La componente in denaro sale di 30 centesimi, a 1,97 euro per azione
Opas Tim, Poste Italiane rilancia. La componente in denaro sale di 30 centesimi, a 1,97 euro per azione
Resta ferma la componente azionaria, con 2,18 titoli del gruppo postale ogni 10 della società tlc. Scadenza confermata l’11 settembre. L’acconto sul dividendo di Poste sarà corrisposto il 25 novembre 2026

di Anna Messia  07/09/2026 22:55

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A quattro giorni dalla chiusura dell’opas lanciata lo scorso 20 luglio, Poste Italiane ha deciso di ritoccare al rialzo il prezzo offerto agli azionisti Tim per consegnare i propri titoli all’opas. Come da previsioni, ad essere aumentata è stata la componente cash che è passata da 1,67 euro a 1,97 euro, quindi 30 centesimi in più, mentre è rimasta invariata  quella in titoli, con 0,218 azioni di nuova emissione di Poste per una della società tlc.

In pratica, secondo le nuove condizioni, ogni 10 titoli Tim gli azionisti che aderiranno all’opas lanciata dal gruppo guidato dal Metteo Del Fante riceveranno 19,7 euro in contanti (rispetto ai 16,7 euro precedenti ) e 2,18 titoli di Poste Italiane.

Le ragioni strategiche del rilancio di Poste

Con l’incremento del corrispettivo, il consiglio di amministrazione dell’offerente «intende confermare la rilevanza strategica e industriale dell’offerta. I benefici economici e finanziari per gli azionisti di Poste abilitati dall’offerta rimarranno sostanzialmente immutati a seguito del riconoscimento del Corrispettivo Unitario Incrementato, con un impatto positivo confermato sull’utile per azione di Poste a partire dall’esercizio 2027 e previsto a doppia cifra nel 2028», hanno fatto sapere dal gruppo postale.

La leva finanziaria pro-forma del nuovo gruppo, inclusiva dell’impatto della componente aggiuntiva in denaro, è prevista 1,5 volte a fine 2026.

«Si conferma, altresì, la politica di dividendi di Poste relativa all’esercizio 2026 su base stand-alone e l’impegno ad una politica di dividendi accrescitiva a partire dal 2027», hanno aggiunto ancora da Poste ribadendo, come già comunicato che «gli azionisti di Tim che aderiranno all’Offerta riceveranno l’acconto sul dividendo di Poste relativo all’esercizio 2026, che sarà corrisposto il 25 novembre 2026». 

Poste ha anche precisato che il corrispettivo unitario incrementato rappresenta il corrispettivo finale dell’offerta e che non si procederà ad ulteriori incrementi dello stesso.

Valorizzazione e premi sull'azione Tim

Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Poste rilevato alla chiusura della data di riferimento del 20 marzo scorso (l’ultimo giorno di borsa aperta antecedente alla data di annuncio), pari a 21,46 euro, il corrispettivo unitario incrementato esprime una valorizzazione monetaria implicita pari a 6,65 euro per ciascuna azione Tim e, dunque, incorpora un premio implicito del 14,16% rispetto al prezzo ufficiale dei titoli della società tlc rilevato alla data di riferimento.

Inoltre, sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Poste rilevato alla chiusura di venerdì 4 settembre, pari a 26,90 euro e incrementato del 25% dalla data di riferimento, il corrispettivo unitario incrementato esprime una valorizzazione monetaria implicita pari a 7,83 euro per ciascuna azione Tim. Un valore più alto di quello di chiusura del 7 settembre, con la società tlc che ha archiviato la seduta in flessione del 3,56% a 7,47 euro. Seduta in cui Poste ha chiuso a 26,25 euro, in calo del 2,42%. 

Controvalore complessivo e adesione totalitaria

In caso di adesione totalitaria all’offerta, ovvero nel caso in cui tutte le azioni oggetto dell’offerta siano portate in adesione, il controvalore monetario implicito complessivo dell’offerta sarebbe pari a 11.345.126.354 euro, comprensivo della componente aggiuntiva in denaro, calcolato sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Poste alla data di riferimento. In tale scenario, l’ammontare massimo complessivo della componente in denaro del corrispettivo unitario incrementato sarebbe pari a 3.361.532.803 euro.

L'andamento delle adesioni e il nodo del controllo

Il ritocco era nell’aria considerando che, lunedì 7, a pochi giorni dalla chiusura dell’offerta pubblica, fissata per l’11 settembre, quando il top management di Tim  ha annunciato la consegna dei titoli, le adesioni era pari al 6,15%. Percentuale che, vista la quota del 20% già detenuta da Poste in Tim, ha fatto crescere le azioni complessive del gruppo postale intorno al 26%, ancora lontano dall’obiettivo minimo dei due terzi delle azioni, ovvero il 66,67% necessario per controllare l’assemblea straordinaria. L’attesa era appunto per un rilancio cash per non far scendere lo Stato sotto il 50% di Poste visto che, con l’offerta attuale, il ministero dell’Economia, tramite Cassa Depositi e Prestiti, si ridurrebbe già dal 64,2% al 50,01%.

Bnp Paribas per finanziare il rilancio

Da Poste hanno fatto sapere che, al fine di adempiere integralmente ai propri obblighi di pagamento connessi al nuovo esborso «l’offerente farà ricorso ad un ulteriore finanziamento per un importo massimo pari a 512.000.000 euro, il cui contratto è stato sottoscritto con Bnp Paribas» a termini e condizioni sostanzialmente analoghi a quelli del finanziamento del resto dell’operazione. (riproduzione riservata)