Opas Poste-Tim, partono i rimborsi per l’extra-tassa: Fineco avvia il ricalcolo senza ricorsi dei privati
Opas Poste-Tim, partono i rimborsi per l’extra-tassa: Fineco avvia il ricalcolo senza ricorsi dei privati
Dopo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e un incontro in Abi, possibile che anche altri istituti ricalcolino gli importi. Previsto anche l’adeguamento dei prezzi di carico di Poste

di di Alberto Mapelli 03/11/2026 17:35

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Va verso la risoluzione il caso fiscale nato sull’opas Poste-Tim anche per gli azionisti che operano in regime amministrato. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, che ha visionato una comunicazione inviata da Fineco a uno dei tanti piccoli azionisti che hanno consegnato le azioni in opas, la banca ha avviato in autonomia un «intervento di riallinamento delle posizioni» interessate dall'errato conteggio delle imposte sulle plusvalenze da pagare derivante dalla vecchia interpretazione normativa disponibile e che, Fineco specifica, «era stata applicata in modo uniforme dall’intero sistema bancario».

Secondo le indiscrezioni raccolte, la scelta di ricalcolare la tassazione potrebbe non essere una scelta isolata di Fineco. Negli scorsi giorni, infatti, si è tenuta una riunione in Abi per discutere del caso e capire come procedere a valle dei chiarimenti dati dall'Agenzia delle Entrate sul metodo corretto da utilizzare per calcolare i prezzi di scarico delle azioni Tim e di carico dei titoli Poste ricevuti in opas. La sensazione tra gli addetti ai lavori è che anche altri intermediari finanziari potrebbero optare per questa linea d’azione.

Il caso fisco

Il caso era stato sollevato a fine settembre da Milano Finanza dopo le segnalazioni di alcuni lettori. A causa della vecchia interpretazione del Fisco, a chi aveva aderito nella prima fase dell’opas era stato fissato un valore di 9,63 euro alle azioni Telecom cedute (mai raggiunto dai titoli a Piazza Affari) invece che il corretto 7,81 euro.

La conseguenza era stata l’applicazione della tassazione per il capital gain su una plusvalenza fittizia molto più alta di quella reale, che aveva generato 0,47 euro di imposta non dovuta in prima fase, e l’iscrizione nei portafogli titoli degli aderenti delle azioni Poste con un prezzo di carico gonfiato di oltre 35 euro.

Valori rimasti pressoché identici – 9,43 euro di scarico delle azioni Tim e 34,22 euro di carico delle azioni Poste – anche nella finestra di riapertura dell’opas.

Cosa succede adesso

La soluzione prospettata da Fineco prevede i seguenti passaggi, tutti svolti in autonomia dall’istituto: la rettifica del corrispettivo fiscalmente rilevante per lo scarico delle azioni Tim; la conseguente rideterminazione delle plusvalenze o minusvalenze generate dall’operazione; il ricalcolo dell’imposta sostitutiva eventualmente applicata; l’accredito automatico sul conto corrente di eventuali maggiori imposte trattenute rispetto a quanto risultante dal nuovo calcolo; la rideterminazione del costo di carico delle azioni Poste intorno a 26 euro; l’aggiornamento delle evidenze fiscali e contabili.

Nella sua comunicazione Fineco rassicura il cliente che «l'intera attività di rettifica sarà effettuata con la medesima data valuta dell’operazione originaria», in modo da «preservare la corretta ricostruzione fiscale degli eventi» ed evitando così «qualsiasi effetto economico o fiscale sfavorevole». Completate le attività di ricalcolo sulle operazioni, gli importi eventualmente spettanti alla clientela saranno accreditati automaticamente. (riproduzione riservata)