L’impegno preso a fine agosto da Generali, e da Banca Generali, per valutare approfonditamente i pro e i contro dell’offerta pubblica di scambio annunciata dal Monte dei Paschi di Siena sull’istituto guidato da Gian Maria Mossa (e su Banco Bpm) resta sul tavolo. Ma, con ogni probabilità, né l'una né l'altra si pronunceranno prima dell'assemblea del Monte dei Paschi che il 29 ottobre dovrà portare al voto degli azionisti le delibere necessarie per autorizzare la contromossa ideata dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio per contrastare la scalata di Intesa Sanpaolo (e di Unipol) alla banca di Siena.
Generali ha già chiamato in campo i consulenti, chiedendo supporto tecnico alla Evercore di Luigi De Vecchi e alla londinese Zaoui & Co, e nel comunicato diffuso al mercato a fine agosto non aveva nascosto che la proposta di Mps prospettava «una più ampia collaborazione industriale volta a sviluppare nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente rilevanti per entrambe le società», con il Leone disponibile quindi a valutare «l’offerta in linea con la costante valutazione di iniziative volte alla creazione di valore per tutti gli stakeholder».
Per il gruppo guidato da Philippe Donnet, qualora decidesse di cedere al Monte la sua quota di poco più del 50% di Banca Generali, potrebbero aprirsi del resto nuovi scenari commerciali e industriali, con il possibile accesso alla rete di oltre 1.500 sportelli del Monte per distribuire polizze Vita e Danni, proprio quando, nel 2027, scadrà la storica alleanza bancassicurativa di Mps con Axa. Contatti, in tal senso, sarebbero già stati avviati per valutare nel concreto le opportunità, ma nessuna pronuncia è attesa dalla compagnia prima della fatidica data del 29 ottobre.
Così come da parte di Banca Generali. Lo scenario resta intricato con Consob che, come segnalato ieri da MF-Milano Finanza, ha alzato l'attenzione sulle due opas e chiesto le comunicazioni tra alcuni consiglieri e la banca, fino a mettere sotto la la lente anche l’accordo di riservatezza con Generali.
Intanto, in borsa, Banca Generali, non è mai sembrata davvero sotto opas. Il 21 agosto, giorno dell’annuncio dell’offerta Mps, il titolo chiuse a 66,80 euro, persino sotto i 68,20 euro della vigilia, nonostante il concambio lo valorizzasse oltre 74 euro. Un mese dopo il quadro non è cambiato.Il 22 settembre Banca Generali ha chiuso a 65,95 euro, circa il 14% sotto il valore teorico dell’offerta Mps, oggi vicino a 75 euro.
Un’anomalia difficilmente trascurabile, considerando che Piazza Affari continua a trattare l’operazione con un forte sconto per il rischio di esecuzione. (riproduzione riservata)