Opa Plc, Lizard rivela: nuova acquisizione nelle rinnovabili. Parla il presidente Marco Galardo
Opa Plc, Lizard rivela: nuova acquisizione nelle rinnovabili. Parla il presidente Marco Galardo
Il presidente esecutivo di Lizard Renewables, Marco Galardo, anticipa a milanofinanza.it il progetto industriale dopo l'opa su Plc: 500 MW in tre anni e un'acquisizione nel retail dell'energia a breve

di Elena Dal Maso 14/08/2026 11:45

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L'opa su Plc non è soltanto un'operazione finanziaria. Per Lizard Renewables (società partecipata da Marco Salvato Gianluca Vacchi), che ha messo sul piatto 3,08 euro per azione per rilevare il 73,53% della società dalla famiglia Esposito e punta ora al delisting, l'aggregazione rappresenta soprattutto la prima tappa di un progetto industriale più ampio. L'obiettivo è trasformare Lizard da operatore focalizzato sulle licenze e sulle autorizzazioni per la costruzione degli impianti a un gruppo verticalmente integrato nella filiera delle energie rinnovabili, dalla realizzazione degli impianti fino alla produzione e alla vendita dell'energia.

A delineare a MilanoFinanza.it la strategia è Marco Galardo, presidente esecutivo e co-owner di Lizard, manager con quasi trent'anni di esperienza tra corporate finance, investment banking, private equity e rinnovabili. Galardo è anche managing director di Plc ed executive vice president di Alva Power, joint venture con GE Vernova.

«Stiamo evolvendo verso un gruppo verticalmente integrato nella produzione e vendita di energie rinnovabili», spiega Galardo. «Fino a oggi vendevamo licenze per la costruzione di impianti, mentre con Plc passeremo a investire direttamente nella costruzione degli impianti. Il nostro obiettivo è arrivare a un portafoglio di almeno 500 MW entro tre anni».

Dal modello delle licenze agli impianti

È il cambio di passo più importante del progetto. Lizard intende presidiare una porzione più ampia della catena del valore, aumentando così la quota di valore che rimane all'interno del gruppo. «Quanto più consistente è la filiera produttiva che si riesce a integrare, tanto maggiore è l'estrazione di valore», sottolinea Galardo.

L'aggregazione con Plc dovrebbe quindi consentire di sviluppare un modello IPP (Independent Power Producer), cioè un operatore che non si limita a sviluppare e costruire gli impianti, ma ne mantiene la proprietà e vende l'energia prodotta. Il passaggio è rilevante anche per la visibilità dei ricavi: il modello attuale di Lizard è infatti legato soprattutto alla vendita delle autorizzazioni e quindi presenta una maggiore volatilità legata ai tempi di ottenimento dei permessi.

La nuova strategia punta invece a costruire un portafoglio di impianti destinato a generare ricavi ricorrenti dalla produzione elettrica. «Vogliamo capire e presidiare la catena del valore nel mondo delle rinnovabili e diventare un operatore integrato», sintetizza Galardo.

Nel mirino anche il retail

Il progetto, però, non si ferma alla produzione. Lizard sta infatti guardando anche alla parte finale della filiera, quella della vendita dell'energia ai clienti. «Abbiamo individuato un possibile target e puntiamo a concludere l'operazione entro la fine dell'anno», anticipa il presidente esecutivo.

Il mercato italiano offre spazio per un'aggregazione. Circa l'80% dell'energia è infatti in mano ai grandi operatori, mentre il restante 20% è distribuito tra un centinaio di player. «In questo segmento gli operatori hanno ricavi che vanno da circa 100 milioni fino a 1,5 miliardi di euro con un ebitda margin medio del 10%», osserva Galardo.

L'ambizione di Lizard è inserirsi proprio in questo spazio. «Il nostro obiettivo è entrare tra i primi cinque operatori italiani tra quelli che oggi coprono quel 20% del mercato», dice Galardo.

Il target potrebbe avere dimensioni significative, ma Lizard non punta necessariamente ad acquisire il 100% delle società. «Per un'operazione su una società con circa 50 milioni di euro di ebitda non è detto che dobbiamo rilevare tutta la società: possiamo essere anche l'azionista di maggioranza». Un approccio che consentirebbe di mantenere una maggiore flessibilità finanziaria e di proseguire nel percorso di aggregazione.

50 milioni di equity, 35 milioni di debito

La strategia richiederà comunque capitali. Per l'operazione Plc, Lizard ha previsto, nell’operazione di pegno delle azioni a Banco Bpm, 50 milioni di euro di equity e 35 milioni di debito, mentre la crescita successiva dovrebbe essere sostenuta dalla generazione di cassa degli impianti e da nuove operazioni di finanza.

Il contesto di mercato resta però un elemento da considerare. In Italia l'energia viene oggi valorizzata intorno a 150 euro per MWh a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz, ma le aspettative sono per una progressiva discesa sotto i 100 euro. «È uno scenario che va tenuto in considerazione», osserva Galardo. Per questo, la costruzione di un operatore integrato dovrebbe consentire di distribuire il rischio lungo la catena del valore e beneficiare delle diverse fasi del ciclo.

Il prezzo dell'opa

Galardo torna sul prezzo dell'opa, fissato a 3,08 euro, inferiore ai 3,68 euro della seduta precedente all'annuncio. «Abbiamo definito il prezzo dell'operazione diversi mesi prima dell'annuncio, quando il titolo si muoveva in un corridoio fra 2 e 2,4 euro», spiega. «Quindi il prezzo di 3,08 euro comprendeva un premio, anche se alla fine è risultato a sconto rispetto all'ultimo valore di borsa».

Per Lizard, tuttavia, la partita più importante comincia proprio dopo l'opa: Plc diventa la piattaforma industriale per costruire un operatore integrato, con un portafoglio di 500 MW, una possibile acquisizione nel retail entro fine anno e l'ambizione di scalare rapidamente le posizioni nel mercato italiano delle rinnovabili. (riproduzione riservata)