Prima il rally trainato dal rialzo di Nvidia, poi la correzione sulla scia del crollo di Broadcom. Due fattori a distanza di un giorno, il 3 e 4 giugno, che fotografano a Wall Street l’estrema volatilità delle mid cap legate alla catena del valore dell’intelligenza artificiale, come Marvell Tecnology, Micron Technology e Vertiv. Azioni pronte a scattare all’annuncio di segnali positivi del settore, ma a ripiegare altrettanto velocemente in caso contrario. Per gli investitori con nervi saldi, i guadagni da inizio anno e a 12 mesi raccontano bene l’appeal che permea le azioni legate all’AI. Per esempio Marvell Tecnology da gennaio è salita del 270% e in un anno del 377%, Micron Technology nelle stesse date ha guadagnato rispettivamente il 249% e l’864% e Vertiv il 100% e il 187%.
Secondo Quirien Lemey, analista esperto di tech stocks e portfolio manager del fondo Decalia Future Society, i prossimi catalizzatori che potranno ancora alimentare la spinta rialzista di queste aziende sono essenzialmentre tre: l’ulteriore rafforzamento e possibili sorprese positive negli investimenti (capex) in data center AI, la ripresa ciclica dei mercati finali non-AI (automotive, smartphone, industria, ecc.) e le ipo in arrivo a Wall Street legate all’intelligenza artificiale, fra tutte OpenAI e Anthropic. Con un’avvertenza: in quest’ultimo caso il potenziale legato ai nuovi collocamenti potrebbe essere anche negativo nel breve termine, drenando flussi di capitale a scapito di altri investimenti.
Per l’investitore retail che volesse inserire queste azioni in portafoglio, l’approccio da seguire deve necessariamente essere cauto. Una strategia che si declina in un’entrata graduale: costruire posizioni nel tempo accettando comunque un’elevata volatilità. Poi occorre condurre un’attenta due diligence sui singoli titoli e infine monitorare con particolare attenzione il flusso di notizie del settore sugli investimenti in AI. Per il money manager di Decalia è importante soprattutto «valutare una diversificazione tramite fondi o includendo anche società non direttamente esposte all’AI, per mitigare il rischio di concentrazione».
L’approccio selettivo è consigliato anche dagli analisti di Rbc Capital Markets, partendo dal presupposto che in questo comparto «le condizioni della domanda rimangono estremamente favorevoli, con una visibilità dei risultati che si estende fino al 2027 inoltrato». A loro parere il rapporto rischio/rendimento rimane favorevole su base selettiva nonostante le valutazioni elevate.
Ma quali sono le società di media capitalizzazione con un upside strutturale non completamente prezzato? Lemey ne segnala tre. La prima è Amphenol, produttore di connettori best-in-class, con esposizione trasversale a tutti i principali mercati finali ad alta crescita: data center AI, difesa, veicoli elettrici, aerospazio e automazione industriale. Questa diversificazione, unita alla leadership tecnologica, consente di catturare più driver strutturali contemporaneamente. L'altra è Qnity, che opera nel segmento dei chimici speciali, diventato il principale collo di bottiglia nell’advanced packaging, Il titolo è ancora poco conosciuto dal mercato, offrendo quindi un potenziale di rerating interessante. Poi c’è Credo, uno dei principali beneficiari della crescente adozione, da parte degli hyperscaler, di innovazioni nelle interconnessioni in rame e ottiche. Per Decalia, il mercato tende ancora a sottovalutare il suo posizionamento competitivo e il leverage operativo legato all’espansione dei data center AI.
Al contrario, è consigliato un approccio prudente su nomi come Intel e Soitec, dove una parte significativa delle aspettative positive potrebbe già essere incorporata nelle quotazioni. Guardando alle aspettative future, nello stock picking degli specialisti di Rbc Capital, Marvell Techonogy resta uno dei titoli preferiti con un target price di 360 dollari dai 316 attuali. Un potenziale quindi ancora tutto da sfruttare, in un settore, come quello dell’AI, destinato a riservare grandi sorprese. (riproduzione riservata)