Obesità e malattie rare: Neurocrine vicina a rilevare Soleno Therapeutics, che corre (+40%)
Obesità e malattie rare: Neurocrine vicina a rilevare Soleno Therapeutics, che corre (+40%)
Deal da 2,5 miliardi. Soleno Therapeutics produce il primo farmaco commercializzato per la fame estrema. Trimestre da record nell’M&A Usa biotech

di Elena Dal Maso 06/04/2026 12:00

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Le azioni di Soleno Therapeutics balzano del 40% a 55 dollari nelle contrattazioni pre-market di lunedì, dopo che il Financial Times ha riportato che Neurocrine è in trattative avanzate per acquisire la società in un’operazione che potrebbe valutarla tra i 50 e i 55 dollari per azione, ovvero oltre 2,5 miliardi di dollari. Si tratta di un’operazione straordinaria nel settore biotech Usa nel campo delle malattie rare legate all’obesità.

Un farmaco contro l’iperfagia

Neurocrine Biosciences si avvicina così all’acquisizione di una biotech attiva nello sviluppo di un trattamento per una rara forma genetica di obesità, esempio di una società farmaceutica di medie dimensioni che cresce attraverso acquisizioni. Neurocrine, gruppo da 13,2 miliardi di dollari specializzato in farmaci neuropsichiatrici è in trattative avanzate per acquistare Soleno Therapeutics, una biotech che produce il primo farmaco commercializzato per trattare la fame estrema causata dalla sindrome di Prader-Willi.

E’ una malattia di origine genetica e si manifesta durante l’infanzia, lasciando i pazienti con un desiderio incontrollabile di mangiare, noto come iperfagia, che può portare a obesità e ad altre gravi complicazioni di salute. Secondo l’FT, la possibile operazione potrebbe valutare Soleno tra i 50 e i 55 dollari per azione, un premio, come si è visto, del 40% rispetto alla capitalizzazione di mercato di circa 2 miliardi di dollari registrata alla chiusura di giovedì.

Le discussioni tra Neurocrine e Soleno stanno procedendo rapidamente e un accordo potrebbe essere raggiunto già lunedì. Le aziende farmaceutiche di medie dimensioni come Neurocrine stanno competendo sempre più con i grandi gruppi del settore per le acquisizioni, in un periodo particolarmente intenso per le operazioni nel biotech.

Un trimestre brillante per il biotech Usa: deal per 63,3 miliardi

Nei primi tre mesi dell’anno, negli Stati Uniti sono state concluse operazioni per un totale di 63,3 miliardi di dollari, il quinto miglior trimestre per fusioni e acquisizioni nel biotech dell’ultimo decennio, secondo i dati Dealogic. Lo scorso anno, BioMarin, società con una capitalizzazione di 10,3 miliardi di dollari, ha acquisito la biotech Amicus Therapeutics, specializzata in malattie rare, con un’operazione da 4,8 miliardi di dollari, mentre la danese Genmab ha completato l’acquisizione da 8 miliardi di dollari dello sviluppatore di farmaci oncologici Merus.

Un’acquisizione di Soleno rappresenterebbe la prima operazione di grandi dimensioni per Neurocrine, aggiungendo un farmaco promettente che potrebbe generare fino a 2,3 miliardi di dollari annui di vendite, secondo gli analisti di HC Wainwright. Dal lancio, avvenuto a marzo dello scorso anno, fino alla fine del 2025, circa 1.250 pazienti hanno iniziato il trattamento con la pillola quotidiana contro l’iperfagia di Soleno, chiamata Vykat, generando ricavi per 190 milioni di dollari.

Neurocrine dispone già di diversi farmaci approvati, tra cui Ingrezza, utilizzato per trattare un disturbo dei movimenti involontari causato dall’uso prolungato di farmaci psichiatrici, noto come discinesia tardiva. Il gruppo ha inoltre una pipeline ampia di farmaci sperimentali mirati a schizofrenia, epilessia e obesità.

La scorsa settimana Eli Lilly, la maggiore azienda farmaceutica al mondo per capitalizzazione, ha siglato un accordo fino a 7,8 miliardi di dollari per acquisire Centessa Pharmaceuticals, specializzata in farmaci per il sonno, mentre Biogen ha acquistato Apellis Pharmaceuticals per 5,6 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)