Nel 2025 i professionisti del credito, agenti e mediatori creditizi, hanno intermediato il 77% della cessione del quinto e il 42% dei mutui residenziali in Italia, ma solo il 2% del credito alle imprese.
La fotografia è stata scattata dal terzo rapporto Oam-Prometeia – attraverso i dati raccolti tramite survey nei confronti di banche e intermediari finanziari – sui professionisti del credito, per i quali si stima un fatturato nel 2024 tra i 2 e i 2,2 miliardi di euro.
Un ruolo è che destinato a crescere guardando anche agli spazi da occupare nell’intermediazione dei finanziamenti alle imprese che attualmente rappresenta appena il 2% del totale.
Il processo di sostituzione degli sportelli bancari, iniziato nell’ultimo decennio, sta proseguendo: anche nel 2025 la forza lavoro complessiva dei professionisti del credito cresce di un ulteriore 2% (di cui +4% tra i mediatori creditizi e circa +1% tra gli agenti in attività finanziaria), a fronte di una riduzione del 2% dei dipendenti bancari.
Il mercato che fa capo alle reti terze si stima possa generare fatturato di circa 2 - 2,2 miliardi di euro di cui circa un terzo generato dai mediatori creditizi e due terzi da parte degli agenti in attività finanziaria. Un livello di fatturato corrisponde a circa 5-6 milioni di produzione giornaliera da parte del settore.
Il comparto è caratterizzato da una concentrazione dei volumi d’affari a fronte di un’elevata polverizzazione del mercato: circa il 60% del fatturato e degli utili è infatti concentrato nei primi 40 operatori che rappresentano solo il 5% del totale.
Il Rapporto evidenzia un clima di espansione con l'80-90% dei finanziatori intervistati prevede di ampliare l'offerta di prodotti tramite reti terze. Anche i professionisti sono ottimisti: il 75% degli Agenti prospetta un aumento della propria operatività e la totalità dei Mediatori prevede una crescita del numero dei collaboratori nei prossimi 5-10 anni.
«Siamo dunque di fronte a un settore che, per caratteristiche dimensionali e in termini di incidenza sulla produzione, deve essere considerato una vera e propria industria della distribuzione del credito italiano», ha dichiarato Francesco Alfonso,il presidente dell’Oam, l’organismo degli agenti e mediatori creditizi , aggiungendo che «alla base di tale assetto non c’è solo il processo di riorganizzazione del sistema bancario e la conseguente riduzione degli sportelli che ha comportato l’esternalizzazione della distribuzione del credito.
L’Oam sta per assumere tra l’altro nuove responsabilità con nuove norme che hanno rafforzato i suoi poteri di vigilanza e sanzionatori. La nuova normativa sarà applicabile a partire dal 26 novembre di quest’anno, ma già entro il 10 ottobre dovrà essere istituito il Registro dei cosiddetti merchant, i punti vendita che consentono di pagare i prodotti a rate. E la Banca d’Italia ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione del mercato del credito e invitato l’Oam a rafforzare la propria organizzazione per affrontare le trasformazioni in atto.
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