Nvidia è in trattative con diverse compagnie di assicurazioni per distribuire il rischio legato ai prestiti nel settore dell'intelligenza artificiale, nell'ottica di individuare nuovi modi per coinvolgere maggiormente Wall Street nel finanziamento del boom dell'AI.
Secondo quanto appreso dal Financial Times da fonti vicine alle discussioni, il produttore di chip statunitense si sarebbe rivolto a diverse compagnie assicurative per valutare una serie di soluzioni che potrebbero trasferire parte del rischio legato al finanziamento del settore dei semiconduttori agli assicuratori e ad altri investitori. Le conversazioni sono ancora in una fase iniziale e potrebbero non portare ad alcun accordo.
Una delle ipotesi al vaglio è quella di stipulare un'assicurazione contro le perdite sui prestiti concessi alle società di neocloud, nel caso in cui queste non riescano a onorare i propri debiti e i chip Nvidia dati in garanzia non possano essere rivenduti a un prezzo sufficiente a ripagare i creditori. Un accordo di questo tipo, secondo l'FT, potrebbe incoraggiare un maggiore afflusso di capitali verso un gruppo di clienti di Nvidia che non dispongono delle risorse finanziarie dei grandi gruppi tecnologici.
Il mese scorso, l'amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, aveva dichiarato ai microfoni di Cnbc che i chip dovrebbero essere considerati una classe di attività su cui investire, analogamente ad altri prodotti tecnologici costosi e a lunga durata che alimentano i mercati della finanza strutturata. «Nvidia sta cercando di convincere il mercato a partecipare, per dimostrare ad altri fornitori di capitali che si tratta di asset su cui investire», ha spiegato all'FT una persona a conoscenza degli sforzi compiuti dall'azienda per attrarre maggiori capitali esterni.
In questo quadro, Nvidia si è recentemente offerta di garantire parte di accordi di finanziamento volti a sbloccare 500 miliardi di dollari di capitale dai colossi finanziari di Wall Street, tra cui Goldman Sachs e Apollo, e ha inoltre garantito contratti di leasing legati a un grande progetto di data center per OpenAI per un valore di 105 miliardi. Secondo fonti vicine alle discussioni, l'azienda avrebbe condiviso con almeno una compagnia assicurativa dati sulla svalutazione dei chip e sulle previsioni dei prezzi futuri della potenza di calcolo.
Un'altra fonte ha affermato che l'azienda sta collaborando con il broker Howden Re per definire una struttura che coinvolga le compagnie assicurative, esplorando al contempo modalità per entrare a far parte di un consorzio a sostegno di tali accordi, insieme a compagnie assicurative, hedge fund e gestori patrimoniali. (riproduzione riservata)